Kimi AntonelliKimi Antonelli

Il leader del Mondiale racconta il momento decisivo delle qualifiche, Hamilton si complimenta

Un pole italiana 22 anni dopo. Kimi Antonelli firma una nuova impresa a Monaco. L’ultimo a riuscirci era stato Jarno Trulli nel 
2004. Quello che poi racconta meglio il sabato di Monte-Carlo sono le parole pronunciate pochi minuti dopo essere sceso dalla sua Mercedes.

“Sapevo che l’ultimo giro era buono e speravo fosse sufficiente”.

È in questa frase che Andrea Kimi Antonelli racchiude il senso di una qualifica che lo ha visto precedere Max Verstappen di appena 43 millesimi nel Gran Premio di Monaco 2026. Un margine minimo, quasi impercettibile, ma sufficiente per conquistare la partenza al palo sul circuito più iconico e impegnativo della Formula 1.

La sensazione, osservando il volto del leader del Mondiale dopo la bandiera a scacchi, era quella di un pilota consapevole di aver trovato il giro perfetto proprio quando serviva.

Il giro che ha deciso tutto

Nelle qualifiche di Monaco il cronometro racconta soltanto una parte della storia. L’altra parte è fatta di fiducia, precisione e coraggio. Bisogna sfiorare i muri senza commettere errori e trovare il limite centimetro dopo centimetro.

Antonelli lo ha spiegato senza giri di parole.

“In questa qualifica ci vuole un impegno enorme, devi avvicinarti sempre più al muro per migliorare e non è facile trovare fiducia”, ha dichiarato il pilota Mercedes.

Parole che aiutano a comprendere il valore della prestazione. Perché il miglior tempo in 1’12″051 non è arrivato per caso. Dietro quel risultato c’è stato anche il lavoro della squadra, capace di migliorare una monoposto che il venerdì aveva mostrato qualche difficoltà.

“Ringrazio il team perché siamo riusciti a migliorare molto dopo le difficoltà di ieri”, ha aggiunto Antonelli.

Ferrari davanti nelle libere, Mercedes davanti quando conta

Fino a poche ore prima dell’inizio delle qualifiche, gli indizi sembravano portare verso la Ferrari.

Le Rosse avevano infatti mostrato un ottimo passo nelle prove libere, alimentando le speranze di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Quando però è arrivato il momento decisivo, la Mercedes ha trovato qualcosa in più.

Hamilton scatterà dalla terza posizione, mentre Leclerc partirà quarto davanti al pubblico di casa.

Un risultato che lascia aperta ogni possibilità in vista della gara, ma che non cancella la superiorità mostrata da Antonelli nell’ultimo tentativo.

Le parole di Hamilton che fanno rumore

Tra le dichiarazioni del dopo qualifica ce n’è una che non è passata inosservata.

Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo e uno dei piloti più vincenti della storia della Formula 1, ha voluto rendere omaggio al giovane italiano.

“Congratulazioni a Kimi per la pole qui a Monaco. È qualcosa di molto speciale”, ha affermato il pilota Ferrari.

Parole che assumono un peso particolare considerando il prestigio del circuito del Principato e il livello della concorrenza.

Hamilton non ha nascosto qualche difficoltà incontrata durante la sessione, ma ha sottolineato anche l’equilibrio che sta caratterizzando il campionato.

“È bello vedere quanto siamo tutti così vicini. Non abbiamo portato miglioramenti ma siamo comunque in lotta”, ha spiegato.

Verstappen resta lì, ma Antonelli manda un altro segnale

Alle spalle del pilota Mercedes c’è sempre Max Verstappen, staccato di appena 43 millesimi. Un distacco minimo che racconta una battaglia apertissima tra i due protagonisti di questa stagione.

Più indietro invece le McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, entrambe oltre il mezzo secondo dalla pole, mentre Isack Hadjar si conferma una delle sorprese più interessanti del weekend con la quinta posizione.

La griglia promette spettacolo, ma il dato che emerge dal sabato di Monaco è un altro. Antonelli non si è limitato a firmare il miglior tempo.

Ha dimostrato ancora una volta di saper trovare la prestazione quando la pressione raggiunge il massimo livello. E in una pista dove il margine tra un capolavoro e un errore è questione di centimetri, è forse questo il segnale più importante inviato ai suoi avversari.

Di Renato Valdescala

Esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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