Dopo la finale dei Mondiali esplode l’ironia sul presidente degli Stati Uniti, presente al MetLife Stadium
La vittoria della Spagna nella finale dei Mondiali 2026 contro l’Argentina non ha acceso soltanto i festeggiamenti della Roja. Pochi minuti dopo il fischio finale, sui social network è esplosa anche un’altra storia, decisamente più curiosa: quella della presunta “maledizione Trump”.
Il presidente degli Stati Uniti, presente in tribuna al MetLife Stadium insieme alla moglie Melania e al presidente della FIFA Gianni Infantino, aveva manifestato nelle ore precedenti la sua simpatia per Lionel Messi e per l’Argentina. Per molti tifosi superstiziosi è bastato questo per far riemergere una teoria che da tempo accompagna le apparizioni sportive del tycoon.
La “maledizione Trump” torna protagonista sui social
Su X, Instagram e Facebook migliaia di utenti hanno ironizzato sulla coincidenza.
Secondo i più scaramantici, quando Donald Trump segue dal vivo una squadra per cui fa il tifo, il risultato finale finisce spesso per sorridere agli avversari.
Una teoria senza alcun fondamento sportivo, ma che negli ultimi anni è stata alimentata da una lunga serie di coincidenze. Trump che è stato anche fischiato durante la premiazione (anche ad inizio gara).

I precedenti che alimentano la leggenda
Tra gli episodi più citati c’è il Super Bowl del 2025, quando Trump aveva espresso la propria preferenza per i Kansas City Chiefs. Quella sera, però, Patrick Mahomes e compagni furono travolti dai Philadelphia Eagles.
C’è poi la Ryder Cup 2025, seguita dal presidente americano, conclusa con il successo dell’Europa.
Anche nel baseball non sono mancati episodi simili. Durante il suo primo mandato Trump assistette a una partita delle World Series, vedendo perdere i Washington Nationals, che poi sarebbero comunque diventati campioni.
Più recentemente era stato presente anche a una gara dei playoff NBA, assistendo alla sconfitta dei New York Knicks.
Con la finale mondiale tra Argentina e Spagna, secondo molti utenti, la serie si sarebbe semplicemente allungata.
La Spagna si risveglia campione del mondo
Mentre sui social si scherzava sulla presunta maledizione, in Spagna era il momento della festa.
Sedici anni dopo il trionfo del 2010, la Roja è tornata sul tetto del mondo e le principali testate nazionali hanno dedicato aperture straordinarie alla squadra guidata da Luis de la Fuente.
Marca ha scelto un titolo destinato a entrare nella storia: “¡Otra vez Reyes del Mundo!”, celebrando la conquista della seconda stella e il passaggio di consegne dalla generazione di Iker Casillas e Andrés Iniesta a quella di Lamine Yamal, Pedri, Nico Williams e Ferran Torres.
Anche AS ha esaltato il successo con il titolo “Como la primera vez”, sottolineando come la Spagna abbia saputo dominare una finale combattutissima, risolta soltanto nei tempi supplementari. Le Furie Rosse con 38 risultati consecutivi ha anche superato il il record dell’Italia di Mancini.
Da Barcellona a Madrid è esplosa la festa
I quotidiani catalani hanno posto l’accento soprattutto sulla nuova generazione.
Mundo Deportivo ha celebrato la nazionale con “España campeona del mundo”, esaltando il contributo dei giovani talenti e raccontando le immagini delle piazze invase dai tifosi.
Anche Sport ha parlato di una “segunda superestrella”, indicando in Lamine Yamal il simbolo del presente e del futuro del calcio spagnolo.
Le testate generaliste hanno invece evidenziato il valore storico del trionfo. El País ha definito il successo il naturale proseguimento del ciclo vincente iniziato nel 2010, mentre El Mundo ha parlato dell’inizio di una nuova era costruita dal commissario tecnico Luis de la Fuente.
Per ABC, infine, la Roja ha raggiunto addirittura “l’eternità”, resistendo alla pressione dell’Argentina prima di colpirla nei tempi supplementari.
Mbappé nella storia nonostante la Francia fuori dalla finale
La finale ha consegnato anche un altro record destinato a restare.
Pur non essendo arrivata all’ultimo atto del torneo, la Francia può consolarsi con il primato personale di Kylian Mbappé, che con 10 reti ha conquistato la Scarpa d’Oro del Mondiale.
L’attaccante del Real Madrid è diventato anche il miglior marcatore nella storia della Coppa del Mondo, salendo a 22 gol complessivi e superando proprio Lionel Messi, fermo a quota 21 dopo essere rimasto a secco nella finale contro la Spagna.

