Il 29enne non ce l’ha fatta dopo due giorni di ricovero al San Martino, investitore ai domiciliari
Non ce l’ha fatta Edoardo Corrieri, il giovane di 29 anni investito all’alba di sabato in corso Italia, a Genova, al termine di una lite. Ricoverato in condizioni disperate nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Martino, è deceduto nelle ultime ore a causa delle gravissime ferite riportate.
La sua morte potrebbe ora cambiare radicalmente il quadro giudiziario dell’inchiesta che vede coinvolto Vincenzo Rametta, 28 anni, arrestato dopo i fatti e fino a oggi accusato di tentato omicidio.
La lite e il drammatico investimento in corso Italia
L’episodio risale alla notte tra venerdì e sabato lungo uno dei principali viali del lungomare genovese.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, tra Edoardo Corrieri e Vincenzo Rametta sarebbe scoppiata una lite culminata pochi istanti dopo nell’investimento del 29enne.
Le condizioni della vittima erano apparse immediatamente molto gravi. I sanitari del 118 avevano disposto il trasferimento urgente all’ospedale San Martino, dove il giovane è rimasto ricoverato in prognosi riservata fino al decesso.
Per due giorni familiari e amici hanno sperato in un miglioramento che purtroppo non è mai arrivato.
Rametta ai domiciliari con braccialetto elettronico
Nella mattinata di oggi, prima che venisse ufficializzata la morte di Corrieri, si era svolta nel carcere di Marassi l’udienza di convalida dell’arresto di Vincenzo Rametta davanti alla gip Maria Antonia Di Lazzaro.
Durante l’interrogatorio il 28enne, difeso dall’avvocato Stefano Ganci, avrebbe espresso il proprio dispiacere per quanto accaduto e la preoccupazione per le condizioni del giovane investito.
In serata la giudice ha disposto per lui gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Rametta, incensurato, trascorrerà comunque la notte nel carcere di Marassi in attesa della disponibilità del dispositivo elettronico necessario per l’esecuzione della misura.
L’accusa potrebbe cambiare dopo la morte del 29enne
Al momento dell’udienza il procedimento era ancora formalmente incentrato sull’ipotesi di tentato omicidio, poiché Edoardo Corrieri era ancora in vita.
Con il decesso del giovane, la Procura di Genova dovrà ora valutare una nuova contestazione.
Gli inquirenti stanno analizzando tutti gli elementi raccolti per decidere se procedere con l’ipotesi di omicidio preterintenzionale oppure con quella più grave di omicidio volontario.
Una decisione che potrebbe incidere in modo significativo sul prosieguo dell’inchiesta e sulle eventuali responsabilità penali contestate all’indagato.
Il cordoglio della città e della sindaca Silvia Salis
La notizia della morte di Edoardo Corrieri ha suscitato profonda commozione a Genova.
Attraverso una nota ufficiale, l’amministrazione comunale e la sindaca Silvia Salis hanno espresso vicinanza alla famiglia del giovane.
“L’amministrazione comunale di Genova esprime il più profondo e sentito cordoglio per la tragica e prematura scomparsa di Edoardo Corrieri”, si legge nel messaggio diffuso da Palazzo Tursi.
“La perdita di una giovane vita in circostanze così drammatiche rappresenta una ferita profonda per tutta la nostra città”, ha dichiarato la sindaca. “Siamo profondamente scossi da questa tragedia. A nome dell’intera comunità genovese desidero far arrivare ai familiari il nostro abbraccio più sincero”.
Attesa per le prossime mosse della Procura
Nelle prossime ore gli investigatori continueranno a ricostruire con precisione quanto accaduto lungo corso Italia.
La Procura dovrà decidere quale contestazione formulare nei confronti di Rametta e valutare tutti gli elementi raccolti dalle forze dell’ordine, comprese eventuali testimonianze e immagini di videosorveglianza.
Intanto Genova si stringe attorno alla famiglia di Edoardo Corrieri, una giovane vita spezzata che lascia dietro di sé dolore, interrogativi e una vicenda giudiziaria destinata ad avere importanti sviluppi nei prossimi giorni.

