Dopo le scuse e le polemiche, il passeggero della Fiat 500 coinvolta nell’incidente costato la vita a Sofia Barberi pubblica un altro filmato dall’aeroporto
Nonostante le scuse pubblicate nei giorni scorsi e il profilo social temporaneamente oscurato, il giovane che aveva suscitato indignazione per il video registrato subito dopo il tragico incidente costato la vita alla 23enne Sofia Barberi è tornato a pubblicare nuovi contenuti. Questa volta si riprende all’aeroporto, poco prima di salire su un aereo diretto all’estero, pronunciando nuove frasi destinate ad alimentare ulteriormente le polemiche.
Secondo quanto emerge dai video condivisi sui social, il ragazzo – che era passeggero della Fiat 500 e non risulta indagato nell’inchiesta sull’incidente – avrebbe lasciato l’Italia. Alcune ricostruzioni parlano di un volo diretto in Portogallo, altre indicano come possibile destinazione l’Olanda. Al momento non risultano conferme ufficiali sulla meta finale.
Il nuovo video dall’aeroporto: «Mi ha rovinato la vita questo incidente»
Nel reel pubblicato sui social il giovane si riprende mentre si trova nell’area imbarchi.
«Mi sa che il mio piano di fare bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia. Remigrazione», dice sorridendo e citando lo slogan utilizzato dal generale Roberto Vannacci.
Subito dopo aggiunge: «Mi ha rovinato la vita questo incidente, mi tocca cambiare vita. Meno male che prendo tutto sul ridere».
In un secondo filmato, pubblicato su un diverso profilo TikTok, lo stesso ragazzo si mostra ancora in aeroporto e afferma: «Inizia il viaggio… Stappate la bottiglia», parlando poi di sé in terza persona: «Va via».
Video che, nel giro di poche ore, hanno riacceso le polemiche sui social.
Le scuse non avevano spento le polemiche
Il nome del giovane era già finito al centro della bufera dopo il primo video registrato pochi istanti dopo il violentissimo schianto avvenuto sull’Aurelia.
Mentre i soccorritori erano impegnati a prestare assistenza alle due ragazze coinvolte nell’incidente, il passeggero si era ripreso pronunciando frasi come «Ve lo giuro, questa è morta» e «Per un mese niente lavoro, ci fanno tentato omicidio», suscitando un’ondata di indignazione.
Successivamente aveva pubblicato un video di scuse, spiegando di essere alterato dall’alcol e chiedendo perdono per il proprio comportamento.
Nei giorni successivi, però, davanti alla sua abitazione si erano radunate diverse persone. La situazione aveva richiesto anche l’intervento dei carabinieri dopo le minacce ricevute, sia sui social sia di persona.
L’incidente costato la vita a Sofia Barberi
La tragedia si è consumata nella notte tra venerdì e sabato a Ceriale, in provincia di Savona.
La Fiat 500 sulla quale viaggiava il giovane, durante una fase di sorpasso sull’Aurelia, si è scontrata con lo scooter sul quale si trovavano Sofia Barberi, 23 anni, e l’amica Emma.
Per Sofia non c’è stato nulla da fare. La giovane è morta in seguito alle gravissime ferite riportate nell’impatto.
L’altra ragazza è ancora ricoverata in ospedale in condizioni molto gravi. I medici sono stati costretti ad amputarle un piede nel tentativo di salvarle la vita.
Il giovane non è indagato, ma resta al centro delle polemiche
Dal punto di vista giudiziario il ragazzo che compare nei video non era alla guida dell’auto e, allo stato attuale, non risulta indagato nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Savona.
A far discutere, però, continua a essere il suo comportamento sui social.
Nelle ultime ore è emerso anche un audio, diffuso in una chat WhatsApp frequentata da giovani della zona, nel quale una voce attribuita allo stesso ragazzo farebbe riferimento alle conseguenze della vicenda e alle polemiche esplose dopo la pubblicazione dei primi filmati. Su questo materiale, tuttavia, non risultano conferme ufficiali circa autenticità e contesto.
Mentre proseguono gli accertamenti sull’incidente, il nuovo video pubblicato dall’aeroporto riporta il giovane al centro dell’attenzione mediatica, alimentando un dibattito che, a pochi giorni dalla morte di Sofia Barberi e mentre l’amica continua a lottare in ospedale, resta particolarmente acceso.

