Esplosione davanti all’abitazione di Vadim Ermolaev nel Principato: il figlio di 13 anni è ferito
Il boato ha squarciato il silenzio del Principato, facendo tremare uno dei luoghi simbolo del lusso mondiale. Monaco si è risvegliata sotto shock dopo la violenta esplosione che ha devastato l’ingresso della villa del magnate ucraino Vadim Ermolaev, 58 anni. Quella che per molti residenti è sembrata “una scena di guerra” ha lasciato sul terreno tre feriti e ha aperto una caccia all’uomo che coinvolge le autorità monegasche e francesi.
L’oligarca è sopravvissuto all’attacco, mentre la moglie è rimasta mutilata, perdendo entrambe le gambe, ed è ricoverata in condizioni gravissime. Ferito anche il figlio tredicenne della coppia.
L’esplosione davanti alla villa del magnate
L’attacco è avvenuto nel momento più delicato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Vadim Ermolaev, la moglie e il figlio stavano rientrando nella loro abitazione quando un ordigno, lasciato poco prima davanti al portone, è esploso.
L’onda d’urto ha distrutto finestre, danneggiato gli edifici circostanti e seminato il panico in una delle zone più esclusive del Principato, al confine con la Francia.
Un testimone che ha lanciato l’allarme ha raccontato una scena drammatica, riferendo di aver visto la moglie dell’imprenditore gravemente mutilata mentre veniva soccorsa dai sanitari.
Le telecamere riprendono il presunto attentatore
Le immagini della videosorveglianza hanno immortalato un uomo mentre si avvicina all’ingresso della villa.
Secondo il procuratore Stéphane Thibault, il sospettato avrebbe depositato un oggetto davanti al cancello, allontanandosi pochi istanti prima dell’arrivo della famiglia. L’esplosione sarebbe avvenuta proprio quando i tre stavano entrando nell’abitazione.
Il presunto responsabile, descritto con pantaloni chiari, giacca nera e il volto parzialmente coperto da un cappello, sarebbe poi fuggito a piedi verso Beausoleil, attraversando immediatamente il confine con la Francia.
La gendarmeria francese e quella monegasca, con il supporto delle unità speciali, sono ora impegnate nella sua ricerca.
La pista del regolamento di conti
Gli investigatori, almeno per il momento, escludono un movente terroristico.
Le autorità parlano di tentato pluriomicidio e concentrano l’attenzione sulla vita imprenditoriale di Ermolaev.
Secondo media ucraini, tra cui Ukrainska Pravda, una delle ipotesi è che l’attacco possa essere collegato alla criminalità organizzata e a interessi economici legati all’Ucraina.
Ermolaev, che ha rinunciato alla cittadinanza ucraina assumendo quella cipriota, è stato anche oggetto di sanzioni emanate dal presidente Volodymyr Zelensky. In passato il suo nome è comparso in vicende legate a presunti flussi finanziari e accuse di riciclaggio, circostanze che gli investigatori stanno valutando per comprendere il possibile movente dell’agguato.
Monaco sotto shock: “Mai visto nulla di simile”
Per un Paese di appena due chilometri quadrati, dove la criminalità violenta è praticamente inesistente, quanto accaduto rappresenta un evento senza precedenti.
Il principe Alberto II ha definito l’esplosione “un odioso crimine”, assicurando che il Principato continuerà a garantire la sicurezza dei suoi cittadini.
Anche il ministro di Stato Christophe Mirmand ha spiegato che le autorità non erano a conoscenza di minacce rivolte alla famiglia Ermolaev e che, poco prima dell’esplosione, i tre non mostravano alcun segno di preoccupazione, rientrando a casa in un clima di assoluta normalità.
Mentre Monaco prova a ritrovare la calma, resta aperta la caccia all’uomo che ha trasformato una delle località più sicure d’Europa nello scenario di un attentato che ha sconvolto l’intero Principato.

