I gatti venivano utilizzati come innesco degli incendiI gatti venivano utilizzati come innesco degli incendi

La denuncia della Protezione civile regionale scuote l’Italia, l’AIDAA annuncia esposti in tutte le Procure calabresi

Una denuncia che lascia senza parole e che, se confermata dalle indagini, rivelerebbe un livello di crudeltà senza precedenti. In Calabria, dove da giorni gli incendi devastano boschi e campagne, la Protezione civile regionale sostiene di aver rinvenuto tra gli inneschi utilizzati dai piromani anche gatti ai quali sarebbero stati legati alla coda stracci imbevuti di liquido infiammabile prima di essere liberati nei campi.

Una ricostruzione choc che ha provocato la durissima reazione dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA), pronta a presentare denunce in tutte le Procure calabresi e a mettere una taglia per individuare i responsabili.

La denuncia della Protezione civile

A parlare è stato Domenico Costarella, direttore generale della Protezione civile della Regione Calabria, che ha illustrato quanto sarebbe stato trovato durante le operazioni di spegnimento dei numerosi roghi.

Secondo Costarella, gli operatori avrebbero individuato diversi sistemi studiati per provocare incendi con effetto ritardato: candele abbinate a stracci impregnati di liquido infiammabile, bottiglie di vetro trasformate in inneschi artigianali e, nei casi più inquietanti, anche animali utilizzati per propagare le fiamme.

Il dirigente ha parlato di “scene incredibili” e di strumenti che, a suo dire, dimostrerebbero l’azione di una “mente criminale”.

Mille euro per individuare i piromani

Dopo la denuncia della Protezione civile è intervenuta l’AIDAA, che ha annunciato un’iniziativa concreta contro gli autori di questi episodi.

L’associazione depositerà nei prossimi giorni esposti presso tutte le Procure della Calabria e ha istituito una ricompensa di 1.000 euro destinata a chi, attraverso una denuncia presentata alle forze dell’ordine e conclusasi con una condanna definitiva, consentirà di identificare i responsabili.

L’obiettivo, spiegano gli animalisti, è aiutare gli investigatori a fermare chi utilizzerebbe animali come strumenti per appiccare incendi boschivi.

Gli altri inneschi scoperti

Oltre agli episodi che riguarderebbero gli animali, la Protezione civile ha riferito di aver trovato numerosi dispositivi artigianali pensati per far partire gli incendi a distanza di tempo.

Tra questi figurerebbero candele con stracci impregnati di sostanze infiammabili e bottiglie trasformate in micce rudimentali, sistemi che consentirebbero ai piromani di allontanarsi prima dell’innesco delle fiamme, rendendo più difficile l’individuazione dei responsabili.

Indagini in corso

Le autorità stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire l’origine dei numerosi incendi che stanno interessando la Calabria e verificare tutti gli elementi emersi durante le operazioni di spegnimento.

Le dichiarazioni della Protezione civile rappresentano ora uno degli aspetti che potranno essere approfonditi dagli investigatori nell’ambito delle inchieste aperte sui roghi che stanno devastando il territorio regionale.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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