Nell’inchiesta sul delitto di Borgo Riccio gli inquirenti puntano sulle prove digitali. Telefoni e tablet sequestrati sono stati sottoposti a copia forense
Le risposte potrebbero nascondersi in migliaia di messaggi. Prosegue senza sosta l’inchiesta sull’omicidio di Christopher Ogando, il giovane ucciso a Borgo Riccio, a Parma, e ora gli investigatori concentrano l’attenzione su uno degli aspetti più delicati dell’indagine: l’analisi delle prove digitali. Telefoni cellulari e tablet sequestrati sono stati sottoposti a copia forense e a un’approfondita attività di estrazione dei dati, nella speranza che proprio chat, conversazioni e contenuti informatici possano aiutare a ricostruire con precisione quanto accaduto.
L’obiettivo della Procura è verificare ogni elemento utile a delineare i rapporti tra le persone coinvolte, ricostruire gli ultimi contatti avuti prima dell’omicidio e individuare eventuali dettagli rimasti finora nell’ombra.
Migliaia di chat al centro dell’inchiesta
Gli specialisti incaricati stanno esaminando una grande quantità di materiale informatico recuperato dai dispositivi sequestrati.
L’attività riguarda messaggi, cronologie, file e contenuti anche apparentemente cancellati, che attraverso le procedure di copia forense possono essere recuperati e analizzati nel rispetto delle garanzie previste dal codice di procedura penale.
Si tratta di un lavoro particolarmente complesso che richiederà tempo, ma che gli investigatori considerano uno dei passaggi più importanti dell’intera indagine.
Ogni conversazione potrà essere confrontata con gli altri elementi raccolti nel corso degli accertamenti per verificare eventuali collegamenti con la ricostruzione dei fatti.
Gli accertamenti tecnici sui dispositivi sequestrati
Le operazioni peritali sui telefoni cellulari e sui tablet sequestrati si sono svolte il 29 luglio, alla presenza dei consulenti e dei difensori delle parti.
Tra questi anche l’avvocato Francesco Liguori, legale delle persone offese, che segue da vicino tutte le attività investigative disposte dalla Procura.
L’analisi dei dispositivi rappresenta uno dei punti centrali dell’inchiesta, perché potrebbe consentire di ricostruire non soltanto gli ultimi contatti intercorsi prima dell’omicidio, ma anche eventuali rapporti, spostamenti e dinamiche ancora da chiarire.

L’avvocato Liguori: «Ogni elemento va approfondito fino in fondo»
Sull’importanza degli accertamenti tecnici interviene proprio l’avvocato Francesco Liguori, che sottolinea la necessità di procedere con il massimo rigore.
«Ogni elemento va approfondito fino in fondo», afferma il legale, evidenziando come ogni attività tecnica debba essere svolta nel pieno rispetto delle garanzie processuali e con l’obiettivo di ricostruire in maniera completa quanto accaduto.
Una posizione che riflette l’importanza attribuita agli accertamenti informatici, considerati dagli inquirenti un passaggio fondamentale per arrivare alla ricostruzione della vicenda.
L’attesa per gli esiti delle consulenze
L’attenzione è ora rivolta all’esito delle consulenze informatiche.
Le migliaia di chat e tutto il materiale estratto dai dispositivi elettronici potrebbero infatti fornire nuovi elementi investigativi, chiarire aspetti ancora irrisolti e contribuire alla ricostruzione della dinamica dell’omicidio di Borgo Riccio.
Saranno i risultati degli accertamenti tecnici, insieme al prosieguo dell’inchiesta coordinata dalla Procura, a stabilire quale peso avranno le prove digitali nell’accertamento dei fatti e nell’eventuale individuazione delle responsabilità.
Per gli investigatori ogni dato recuperato potrebbe rappresentare un tassello importante in un’indagine che continua a essere seguita con grande attenzione e che punta ora sulle tracce lasciate nei dispositivi elettronici per fare piena luce sull’omicidio di Christopher Ogando.

