Emma AtkinsonEmma Atkinson

L’inchiesta nel Regno Unito ricostruisce gli ultimi istanti della 38enne

Una vicenda che ha profondamente colpito il Regno Unito e che, a distanza di mesi, continua a sollevare interrogativi. Emma Atkinson, 38 anni, è morta il 22 ottobre 2024 dopo una caduta dal nono piano di un edificio residenziale di Leeds, mentre era incinta di oltre sette mesi. Quello che sembrava destinato a trasformarsi in una doppia tragedia ha invece avuto un inatteso epilogo per la bambina che portava in grembo: la piccola è infatti nata con un taglio cesareo d’urgenza circa 30 minuti dopo il decesso della madre ed è sopravvissuta.

La storia è stata ricostruita durante l’inchiesta aperta dal tribunale del coroner di Wakefield, che ha esaminato le circostanze della morte della donna e gli elementi raccolti dagli investigatori.

La caduta dal grattacielo e la corsa disperata in ospedale

La mattina del 22 ottobre 2024, Emma Atkinson si era recata a trovare il padre, David Atkinson, che viveva al nono piano delle Shakespeare Towers, nel quartiere di Burmantofts, a Leeds.

Secondo quanto emerso durante l’inchiesta, la donna si trovava nel soggiorno dell’appartamento quando si è avvicinata alla finestra. Il padre ha raccontato agli investigatori di averla vista fumare una sigaretta e di averle chiesto cosa stesse facendo dopo aver notato che aveva aperto completamente la finestra rimuovendo i dispositivi di sicurezza.

L’uomo ha riferito che la figlia lo avrebbe rassicurato dicendo che stava soltanto prendendo un po’ d’aria.

Pochi istanti dopo è avvenuta la caduta.

L’allarme è stato immediato. I paramedici intervenuti sul posto hanno constatato che per la donna non c’era più nulla da fare. Nonostante ciò, il corpo è stato trasferito con urgenza al Leeds General Infirmary, dove i medici hanno eseguito un parto cesareo d’urgenza nel tentativo di salvare la bambina.

La bambina è sopravvissuta dopo settimane in terapia intensiva

La piccola è venuta alla luce circa mezz’ora dopo il decesso della madre.

A causa delle conseguenze riportate nell’incidente, la neonata presentava un polmone perforato, una frattura della tibia e altre lesioni che hanno reso necessario il ricovero in terapia intensiva neonatale per diverse settimane.

Con il passare dei mesi le sue condizioni sono progressivamente migliorate.

Nel corso dell’inchiesta è stato riferito che oggi la bambina, che ha 21 mesi, gode di buona salute ed è cresciuta serenamente dai familiari.

L’inchiesta: gesto volontario, ma restano dubbi sulle intenzioni

Al termine dell’istruttoria il medico legale Naomi McLoughlin ha emesso un verdetto narrativo, una formula utilizzata nel sistema britannico quando non è possibile ricostruire con assoluta certezza tutti gli elementi della vicenda.

Secondo il coroner, la donna si sarebbe deliberatamente lanciata dalla finestra, ma le prove raccolte non consentono di stabilire con certezza quale fosse la sua intenzione al momento della caduta.

Tra gli elementi presi in esame figurano la rimozione dei dispositivi di sicurezza della finestra e le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza.

Allo stesso tempo, però, l’inchiesta ha evidenziato anche circostanze che rendono più complesso interpretare quanto accaduto: nei giorni precedenti Emma Atkinson aveva programmato impegni con la famiglia e non aveva manifestato, secondo le testimonianze raccolte, particolari segnali di allarme.

Le difficoltà personali emerse durante l’udienza

Nel corso dell’inchiesta è emerso che la 38enne stava attraversando un periodo difficile.

La donna soffriva di problemi di salute mentale ed era preoccupata per le conseguenze legate a un procedimento giudiziario dopo la mancata comparizione a un’udienza relativa a un episodio di taccheggio.

Il padre ha dichiarato di ritenere che la figlia quella mattina fosse arrivata nel suo appartamento con l’intenzione di compiere quel gesto.

Una convinzione che, tuttavia, non è condivisa da altri familiari.

Il dolore della famiglia: “Non avrebbe mai abbandonato i suoi figli”

Durante l’udienza diversi parenti hanno fornito una ricostruzione differente.

Secondo i familiari, Emma Atkinson era una madre profondamente legata ai propri figli e stava aspettando con emozione la nascita della bambina.

La donna, infatti, era già madre di altri quattro figli e attendeva anche l’arrivo di un nipote.

«Non avrebbe mai abbandonato i suoi figli. La sua vita ruotava intorno a loro», hanno dichiarato alcuni familiari durante l’inchiesta, chiedendo di ricordarla soprattutto come una madre affettuosa.

Proprio queste testimonianze, unite agli altri elementi raccolti dagli investigatori, hanno impedito al medico legale di affermare con certezza quale fosse l’intenzione della donna negli ultimi istanti della sua vita.

Un’inchiesta che lascia ancora interrogativi

Il procedimento si è concluso ricostruendo nel dettaglio la dinamica dei fatti, ma ha lasciato aperti alcuni interrogativi sulle circostanze che hanno preceduto la tragedia.

L’unica certezza, oggi, è rappresentata dalla sopravvivenza della bambina, che dopo settimane di cure è riuscita a superare le gravi conseguenze riportate alla nascita e viene accudita dai suoi familiari, diventando il simbolo di una storia segnata dal dolore ma anche da un inatteso spiraglio di speranza.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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