Dopo i video pubblicati al ritorno dall’Egitto esplode la bufera, animalisti, esperti e politici chiedono verifiche sulla provenienza del piccolo primate e sul rispetto delle norme internazionali
È diventata uno dei casi più discussi delle ultime ore sui social la vicenda che vede protagonista Rita De Crescenzo, finita al centro delle polemiche dopo aver mostrato ai suoi follower una piccola scimmia portata con sé al rientro da una vacanza a Sharm El Sheikh, in Egitto.
A far discutere non sono soltanto le immagini pubblicate su TikTok, nelle quali il cucciolo appare vestito con abiti per bambini, con il pannolino, mentre viene nutrito con il biberon o tenuto costantemente in braccio, ma soprattutto i dubbi sulla provenienza dell’animale, sulla sua detenzione e sull’eventuale rispetto delle normative che tutelano la fauna selvatica.
Nel frattempo il caso è uscito dai social ed è arrivato anche sul piano istituzionale, con richieste di verifiche e segnalazioni alle autorità competenti.
I video dall’Egitto e le dichiarazioni di Rita De Crescenzo
Nei primi filmati condivisi online, Rita De Crescenzo si mostra sorridente con il piccolo primate stretto al petto.
L’influencer racconta ai follower di non sapere inizialmente se l’animale fosse maschio o femmina, spiegando di volerlo chiamare Mimì nel caso fosse un maschio oppure Sara se fosse stata una femmina.
Successivamente sembra aver scelto definitivamente il nome Mimì, sostenendo di aver scoperto il sesso dell’animale.
In altri video la scimmietta compare mentre beve il latte dal biberon, mangia in compagnia del marito dell’influencer oppure viene mostrata insieme a un peluche di Topolino acquistato, secondo quanto raccontato dalla stessa De Crescenzo, appositamente per lei e mostrato a suon di musica.
“La scimmia è mia”: la replica alle polemiche
Con il passare delle ore le critiche sono aumentate e Rita De Crescenzo ha deciso di rispondere direttamente attraverso nuovi video.
«La scimmia è mia e resta con me», afferma l’influencer, spiegando inoltre di aver acquistato due esemplari, uno rimasto con lei e un altro affidato all’amico e tiktoker Angelo Napolitano.
Successivamente la versione fornita cambia parzialmente. De Crescenzo sostiene infatti di aver salvato il piccolo primate, raccontando che si trovava in uno scatolone e di aver deciso di prenderlo con sé per sottrarlo alla strada.
Una ricostruzione che, però, non ha placato le polemiche né dissipato i dubbi sollevati da utenti ed esperti.
Le accuse degli animalisti: “Una scimmia non è un souvenir”
Sui social migliaia di utenti hanno contestato la scelta dell’influencer.
Tra i messaggi diventati virali spicca quello che recita: “Una scimmia non è un souvenir”, mentre numerose associazioni animaliste hanno denunciato quella che ritengono una grave forma di sfruttamento di un animale selvatico.
Le immagini hanno suscitato particolare indignazione perché mostrano un cucciolo apparentemente di pochissimi mesi, continuamente manipolato, vestito con abiti umani e alimentato artificialmente.
Secondo naturalisti ed etologi, separare un primate dalla madre nelle prime fasi della vita può provocare gravi conseguenze comportamentali e psicologiche, oltre a compromettere il normale sviluppo dell’animale.
Le norme in Egitto e il rischio di traffico illegale
Il caso riguarda anche il rispetto delle normative internazionali.
Secondo quanto ricordano gli esperti, la legislazione egiziana prevede severe limitazioni sulla vendita, il commercio e la detenzione di primati, mentre il commercio internazionale di molte specie è regolato dalla Convenzione di Washington (CITES), che disciplina l’importazione e l’esportazione degli animali selvatici.
Proprio per questo motivo diversi utenti hanno chiesto chiarimenti sull’eventuale documentazione relativa al primate mostrato nei video.
Finora Rita De Crescenzo non ha esibito pubblicamente alcuna autorizzazione o certificazione relativa alla provenienza dell’animale.
Il possibile cercopiteco e i dubbi degli esperti
Secondo alcune valutazioni circolate tra gli esperti, il cucciolo mostrato nei video potrebbe appartenere alla specie Chlorocebus sabaeus, conosciuta come cercopiteco verde o gialloverde.
Si tratta di una specie che non è originaria dell’Egitto ma diffusa soprattutto in alcune aree dell’Africa occidentale.
Gli specialisti sottolineano inoltre come molti piccoli primati vengano utilizzati illegalmente per attirare i turisti e realizzare fotografie a pagamento, alimentando un mercato che da anni viene contrastato dalle autorità internazionali.
Gli esposti alle autorità e la richiesta di sequestro
La vicenda è arrivata anche sul piano politico.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli, insieme all’attivista Enrico Rizzi, ha annunciato di aver avviato le procedure per segnalare il caso all’Ambasciata d’Italia in Egitto e al Ministero dell’Ambiente, chiedendo verifiche sulla situazione del cucciolo.
L’obiettivo dichiarato è quello di accertare la regolarità della detenzione dell’animale e, qualora emergessero irregolarità, valutarne il sequestro e il trasferimento in un centro specializzato.
Anche l’associazione EARTH, attraverso la presidente Valentina Coppola, è intervenuta sul caso evidenziando però un ulteriore aspetto del dibattito: secondo l’associazione, la stessa attenzione dovrebbe essere riservata anche ad altri animali, come i pappagalli sottratti precocemente ai genitori e venduti legalmente, che subiscono conseguenze analoghe.
Al momento non risultano provvedimenti ufficiali nei confronti dell’influencer, mentre il caso continua ad alimentare un acceso confronto tra chi difende la versione fornita da Rita De Crescenzo e chi chiede un rapido intervento delle autorità competenti.

