Il 72enne era nel giardino della sua abitazione a Quarto Oggiaro per potare un albero
MILANO – È morto a 72 anni Maurizio Bonati, medico e per anni responsabile del Dipartimento di Salute pubblica dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Il suo corpo è stato trovato il 20 agosto nel giardino della sua abitazione di via Aldini, nella zona di Quarto Oggiaro, a Milano, dopo una caduta mentre stava potando un albero.
La prima ricostruzione porta a un tragico incidente domestico. Bonati sarebbe salito su una scala in alluminio alta circa tre metri e mezzo per eseguire alcuni lavori di potatura. Per cause ancora da accertare avrebbe perso l’equilibrio, precipitando al suolo e riportando un grave trauma cranico.
Accanto al corpo sarebbe stato trovato anche il seghetto utilizzato per tagliare i rami.
L’allarme della sorella e la scoperta nel giardino
A far scattare l’allarme è stata la sorella del medico, preoccupata perché non riusciva a mettersi in contatto con lui.
Dopo diversi tentativi senza risposta, la donna ha chiesto aiuto. Una vicina si è quindi recata nell’abitazione e ha fatto la drammatica scoperta: il corpo del 72enne era nel giardino, vicino alla scala utilizzata per la potatura.
Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 e la polizia. Per il medico, però, non c’era più nulla da fare.
Gli investigatori hanno effettuato gli accertamenti nell’area e gli strumenti utilizzati per il lavoro sono stati sequestrati. L’obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica della caduta e verificare che non vi siano elementi diversi dal possibile incidente.
L’autopsia dovrà chiarire cosa è successo
Resta infatti un interrogativo importante. Non è ancora certo che la caduta dalla scala sia stata la causa primaria della morte.
Gli accertamenti dovranno stabilire se Bonati abbia perso l’equilibrio mentre stava potando l’albero oppure se un eventuale malore possa averlo colpito prima della caduta.
L’autopsia potrà fornire indicazioni decisive, verificando la natura e la gravità del trauma cranico e consentendo di ricostruire, insieme agli altri elementi raccolti dagli investigatori, gli ultimi momenti della vita del medico.
Al momento, dunque, l’ipotesi principale resta quella dell’incidente, ma la dinamica non può essere considerata definitivamente chiarita fino al completamento degli accertamenti.
Il ricordo del Mario Negri
La morte di Bonati ha suscitato profondo cordoglio all’interno dell’Istituto Mario Negri, al quale aveva dedicato una parte importante della propria carriera.
L’istituto lo ha ricordato come una figura di primo piano nelle proprie attività e come un collaboratore fondamentale nel percorso di crescita della struttura. Nel corso degli anni il medico aveva lavorato soprattutto sui temi della salute pubblica e del benessere dei bambini, mantenendo inoltre l’attenzione sulle conseguenze dei conflitti sulla salute delle popolazioni.
Il Mario Negri ha sottolineato anche le sue qualità umane e scientifiche e la passione con cui aveva portato avanti l’attività di ricerca.
«Il suo impegno scientifico e civile» ha accompagnato per molti anni il lavoro dell’istituto, lasciando un contributo importante, è il ricordo affidato alla nota diffusa dopo la sua scomparsa.
Una vita dedicata alla salute pubblica
Medico e ricercatore, Bonati aveva ricoperto per anni la responsabilità del Dipartimento di Salute pubblica del Mario Negri, occupandosi di temi che riguardavano direttamente la tutela della salute e le fasce più vulnerabili della popolazione.
La sua attività scientifica si era sviluppata anche attraverso l’attenzione alle condizioni di salute dei bambini e agli effetti che eventi e crisi internazionali possono produrre sulle popolazioni.
Ora saranno gli accertamenti della Procura e l’esame autoptico a definire con maggiore precisione le circostanze della morte. Una tragedia avvenuta nel giardino di casa, durante un’attività apparentemente ordinaria, che ha privato il mondo della ricerca e della sanità pubblica di una delle sue figure più conosciute.

