A Palmoli era il primo incontro tra i genitori e i tre bambini dopo l’ordinanza del Tribunale che ha previsto il rientro graduale in famiglia
L’area era stata transennata, i giornalisti erano stati invitati ad allontanarsi e, secondo il sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli, nel giro di pochi minuti non c’era più nessuno davanti alla casa. Eppure l’incontro tra Catherine Birmingham, Nathan Trevallion e i loro tre bambini della cosiddetta famiglia nel bosco non si è svolto.
È il nuovo colpo di scena in una vicenda che da mesi divide l’opinione pubblica e che continua a suscitare migliaia di reazioni sui social. Il primo incontro previsto dopo l’ordinanza del Tribunale per il rientro a tappe dei bambini in famiglia è saltato per decisione degli operatori dei servizi sociali, che avrebbero ritenuto non sufficienti le condizioni di sicurezza e privacy.
A comunicare l’annullamento è stato il sindaco di Palmoli, che ha raccontato ai giornalisti quanto accaduto nelle ore precedenti all’appuntamento.
L’area era stata liberata: «Nel giro di 10 minuti sono andati via tutti»
Secondo Masciulli, inizialmente davanti all’area erano presenti circa 20-30 giornalisti. Una presenza che avrebbe potuto compromettere l’incontro, tanto che il primo cittadino e Catherine Birmingham avrebbero chiesto alle troupe di allontanarsi.
«Stante la loro presenza l’incontro sarebbe stato annullato», ha spiegato il sindaco, riferendo di aver parlato direttamente con i giornalisti. La situazione, secondo il suo racconto, si sarebbe risolta nel giro di appena dieci minuti: le troupe si sarebbero allontanate dall’area transennata dagli operai del Comune, alla presenza dei Carabinieri.
Masciulli ha anche riferito di aver realizzato un report fotografico per documentare le condizioni dell’area e poterlo inserire nella relazione che intende presentare sulla vicenda.
«C’erano solo 20/30 giornalisti con i quali abbiamo parlato io e Catherine, abbiamo spiegato che, stante la loro presenza, l’incontro sarebbe stato annullato; nel giro di 10 minuti si sono tutti allontanati», ha raccontato il sindaco.
Ma, nonostante l’allontanamento della stampa, l’incontro non è stato comunque autorizzato nella casa di Palmoli.
Il duro affondo del sindaco: «Qualcuno deve cominciare a rispondere»
È soprattutto su questo passaggio che Masciulli ha concentrato la sua contestazione. Il sindaco sostiene che i servizi sociali abbiano successivamente ritenuto comunque insufficienti le condizioni per procedere, disponendo lo spostamento dell’incontro in un’altra sede protetta.
«C’è stata questa opposizione dei servizi sociali, come se ogni volta andassero alla ricerca del minimo impedimento per ritardare questo programma di reinserimento dei bambini in famiglia», ha accusato il primo cittadino.
Parole molto dure, accompagnate dall’annuncio di una verifica sul funzionamento dei servizi sociali che seguono la vicenda.
Masciulli ha infatti precisato che gli assistenti sociali non dipendono direttamente dal Comune, ma dagli ambiti sociali territoriali. Il Comune, ha spiegato, partecipa all’ambito, ne approva il bilancio, ma la struttura opera autonomamente. Per questo, ha annunciato, l’amministrazione intende verificare come siano stati organizzati i servizi, a chi rispondano e chi abbia assunto la decisione di annullare l’incontro.
«Oramai qualcuno deve cominciare a rispondere delle proprie azioni», ha detto il sindaco, annunciando che quanto accaduto sarà messo nero su bianco in una relazione.
Sul fronte dei genitori, la ricostruzione è altrettanto critica. L’avvocato Simone Pillon, legale di Birmingham e Trevallion, ha sostenuto che l’appuntamento sia stato spostato all’ultimo momento nonostante le precauzioni adottate dal Comune e nonostante i giornalisti avessero lasciato l’area.
La richiesta senza risposta
Il legale ha inoltre riferito che la famiglia aveva avvisato i servizi sociali già venerdì 11 settembre, chiedendo misure per fronteggiare il prevedibile afflusso della stampa. Secondo Pillon, quella comunicazione non avrebbe ricevuto risposta e i genitori si sarebbero quindi affidati all’intervento del sindaco.
«Spiace perché i piccoli attendevano questo momento da 10 mesi e la loro attesa è andata delusa», ha dichiarato l’avvocato, parlando di un ulteriore sacrificio dei diritti dei bambini.
L’incontro, dunque, non è stato cancellato definitivamente ma spostato in una località protetta. Resta però il nodo di quanto accaduto a Palmoli e, soprattutto, della decisione presa quando l’area era ormai stata liberata dalla presenza dei giornalisti. Un passaggio destinato ad alimentare ulteriormente il dibattito sulla vicenda della famiglia nel bosco.

