La bambina era gravemente allergica alla frutta secca: il frullatore era stato utilizzato poco prima per una bevanda con nocciole e non sarebbe stato pulito
Aveva 12 anni quando è entrata in una caffetteria di Londra insieme alla zia e alla sorella. Un momento apparentemente normale, destinato invece a trasformarsi in una tragedia. Mia Shay St Hilaire aveva ordinato un milkshake al Twix, una bevanda che, secondo quanto ricostruito durante l’inchiesta, non avrebbe dovuto contenere l’allergene al quale era gravemente sensibile.
Poco dopo averne bevuto una parte, però, la bambina ha sviluppato una grave reazione anafilattica, rapidamente peggiorata fino al collasso.
Il milkshake e quel frullatore utilizzato poco prima
Mia soffriva di una grave allergia alle noci, una condizione potenzialmente letale che rendeva fondamentale evitare qualsiasi contaminazione con gli allergeni.
Il milkshake era stato preparato al Pop Inn, locale di Londra. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il proprietario del bar, Baris Yucel, aveva utilizzato poco prima lo stesso frullatore per preparare un frappè al Kinder Bueno, prodotto contenente nocciole.
Il problema, secondo la ricostruzione, è che il frullatore non sarebbe stato lavato prima di essere utilizzato per preparare la bevanda ordinata da Mia Shay.
Un elemento particolarmente importante è emerso dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. I filmati avrebbero infatti mostrato Yucel mentre preparava il milkshake della dodicenne senza procedere prima alla pulizia del frullatore.
La reazione allergica e la corsa in ospedale
Dopo aver bevuto parte del milkshake, le condizioni della bambina sono rapidamente peggiorate. Secondo il referto del medico legale, Mia ha sviluppato una «anafilassi a rapida progressione», una reazione grave che può coinvolgere contemporaneamente diversi sistemi dell’organismo.
La dodicenne è poi collassata mentre si trovava a casa della zia.
Sono scattati immediatamente i soccorsi e la bambina è stata trasferita all’Evelina London Children’s Hospital, dove è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva.
Nonostante le cure d’urgenza, per Mia non c’è stato nulla da fare. La bambina è morta nell’agosto del 2023.
La famiglia: «Nessuna famiglia dovrebbe mai perdere un figlio così»
Dopo la tragedia, i genitori hanno chiesto che la morte della figlia possa servire a evitare che episodi simili accadano ancora.
«Nessuna famiglia dovrebbe mai perdere un figlio in queste circostanze», hanno dichiarato.
I genitori hanno puntato il dito anche sulle responsabilità legate alla gestione delle allergie, sostenendo che, se le procedure fossero state comprese e applicate correttamente, Mia potrebbe essere ancora viva.
Il loro desiderio è che quanto accaduto possa lasciare un’eredità concreta: «Vogliamo assicurarci che il cambiamento sia l’eredità di Mia, in modo da poter contribuire a salvare vite in futuro».
E poi il ricordo della figlia: «Mia era, ed è, profondamente amata e non sarà mai dimenticata».
Sei violazioni della sicurezza alimentare
La vicenda ha avuto anche conseguenze sul piano giudiziario. Baris Yucel ha ammesso sei violazioni della normativa sulla sicurezza alimentare.
Tra queste figurano la mancata disponibilità o visibilità delle informazioni relative agli allergeni per i clienti, la mancata gestione del rischio di contaminazione durante la preparazione degli alimenti e la somministrazione di un prodotto contenente un ingrediente allergenico che non avrebbe dovuto essere presente nella bevanda.
Il locale è stato sanzionato con una multa di 18mila sterline, pari a circa 24mila dollari. Yucel è stato inoltre condannato a svolgere 100 ore di lavori socialmente utili e non è più proprietario né gestore del bar.
Il proprietario: «Non passa giorno senza che pensi alla bambina»
L’avvocato di Yucel ha sottolineato il rimorso mostrato dal suo assistito.
«Il giudice ha riconosciuto che il signor Yucel aveva mostrato un sincero rimorso», ha dichiarato il legale, spiegando che l’uomo si era immediatamente impegnato ad approfondire le proprie conoscenze sulla gestione delle allergie e si era dichiarato colpevole alla prima occasione utile.
«Il signor Yucel ha dovuto convivere con le conseguenze di quanto accaduto e non passa giorno senza che pensi alla bambina e alla sua famiglia», ha aggiunto l’avvocato.
Una tragedia che riporta così l’attenzione sui rischi legati alle allergie alimentari e, soprattutto, sull’importanza di prevenire anche le contaminazioni durante la preparazione degli alimenti.

