Manolo Di FilippoManolo Di Filippo

Il vice brigadiere era in servizio a Santarcangelo di Romagna, si arrampicò sul terrazzo per soccorrere un anziano colpito da un’ischemia

È morto nel sonno, a soli 54 anni, lasciando un profondo dolore tra i colleghi dell’Arma e nella comunità di Santarcangelo di Romagna. Manolo Di Filippo, vice brigadiere dei carabinieri in servizio nella cittadina romagnola, è stato trovato senza vita dopo una morte improvvisa che ha colpito quanti lo conoscevano e ne avevano apprezzato le qualità umane e professionali.

Una scomparsa che ha suscitato commozione anche per la storia di servizio del militare, ricordato non soltanto per il suo lavoro quotidiano nell’Arma, ma anche per un episodio che nel 2012 lo aveva portato sulle cronache locali.

Nel 2012 si arrampicò sul terrazzo per salvare un anziano

Quel giorno, insieme a un collega, Manolo Di Filippo aveva appena terminato il servizio quando arrivò una richiesta di aiuto particolarmente preoccupante. I familiari di un uomo di 70 anni non riuscivano più a mettersi in contatto con lui e avevano quindi chiesto l’intervento dei carabinieri.

Nonostante il turno fosse già terminato, i due militari decisero di raggiungere comunque l’abitazione dell’anziano per verificare personalmente cosa fosse accaduto.

Una volta arrivati davanti alla casa, si trovarono però di fronte a un problema: non riuscivano a entrare. La situazione non li fece desistere. I due carabinieri si arrampicarono fino al terrazzo e riuscirono a forzare una finestra, entrando così nell’abitazione.

All’interno trovarono il settantenne privo di conoscenza e riverso sul pavimento. L’uomo aveva avuto un grave malore e, come sarebbe stato successivamente accertato, era stato colpito da un’ischemia.

L’intervento dei due militari consentì di prestargli soccorso e di far scattare rapidamente la macchina dei soccorsi, contribuendo a salvargli la vita.

Il ricordo di un carabiniere vicino alla gente

È anche attraverso episodi come questo che oggi viene ricordato il vice brigadiere, descritto da chi lo conosceva come una persona disponibile, professionale e profondamente legata al proprio ruolo.

La notizia della sua morte ha colpito la comunità di Santarcangelo, dove Di Filippo prestava servizio. Numerosi i messaggi di cordoglio rivolti alla famiglia e ai colleghi dell’Arma.

Nel ricordo diffuso dalla cittadinanza viene descritto come un «uomo dal cuore gentile», sempre disponibile e vicino alle persone. Un carabiniere capace di rappresentare, attraverso la cortesia e il rapporto con la comunità, il volto più umano dell’Arma.

«La sua cortesia, il suo sorriso e il suo senso del dovere resteranno nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo», si legge nel messaggio dedicato al militare.

Venerdì la camera mortuaria, funerali in Abruzzo

Chi vorrà rendere omaggio a Manolo Di Filippo potrà farlo venerdì 9 ottobre, a partire dalle ore 15, presso la camera mortuaria dell’ospedale di Santarcangelo di Romagna.

Le esequie saranno invece celebrate in Abruzzo, nella città natale del vice brigadiere. È lì che si terrà l’ultimo saluto al militare, mentre a Santarcangelo colleghi, cittadini e persone che lo hanno conosciuto potranno stringersi idealmente attorno alla sua famiglia.

Sul decesso non sarà disposta l’autopsia: il pubblico ministero non ha infatti previsto l’esame autoptico.

Il cordoglio della comunità: «Ciao Manolo, grazie per il tuo servizio»

Il dolore per la scomparsa del vice brigadiere è stato espresso anche attraverso un messaggio rivolto direttamente alla famiglia e ai colleghi dell’Arma.

«Con profondo dolore la cittadinanza di Santarcangelo di Romagna apprende della scomparsa di Manolo, Carabiniere amato e stimato da tutti», si legge nel messaggio.

Il ricordo sottolinea il suo rapporto con la comunità e il modo in cui interpretava il servizio: «Uomo dal cuore gentile, sempre disponibile, professionale e vicino alla gente, ha rappresentato per anni il volto più umano e rassicurante dell’Arma».

Poi il pensiero rivolto alla famiglia e ai colleghi: «In questo momento di grande tristezza ci stringiamo attorno alla famiglia, ai colleghi dell’Arma dei Carabinieri e a tutti coloro che gli hanno voluto bene».

Un addio che riporta alla memoria anche quel gesto del 2012, quando, pur avendo già terminato il proprio turno, Di Filippo scelse di intervenire insieme a un collega per raggiungere un anziano che non rispondeva ai familiari. Un intervento che allora contribuì a salvare una vita e che oggi, a distanza di anni, aggiunge un significato ancora più forte al ricordo del vice brigadiere.

Di Redazione

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