La concorrente del Grande Fratello è imputata per tentata estorsione ai danni del Cavaliere: secondo l’accusa avrebbe chiesto un milione di euro
Tre anni e sei mesi di carcere per Giovanna Rigato, l’ex concorrente del Grande Fratello finita al centro di una vicenda giudiziaria legata a Silvio Berlusconi. È questa la condanna chiesta dalla Procura di Monza nel processo che vede imputata la donna per tentata estorsione ai danni dell’ex presidente del Consiglio. Una richiesta alla quale si contrappone la linea della difesa, che sollecita l’assoluzione piena, escludendo che l’ex gieffina abbia mai agito con l’intento di ricattare il Cavaliere.
La fase di discussione è arrivata al confronto finale tra accusa e difesa, con due ricostruzioni profondamente diverse. Al centro del procedimento c’è la presunta richiesta di un milione di euro che Rigato avrebbe rivolto a Berlusconi, prospettando, secondo l’ipotesi accusatoria, la possibilità di rendere dichiarazioni compromettenti davanti ai magistrati qualora non avesse ottenuto la somma.
Il pubblico ministero Alessio Rinaldi ha chiesto la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione. La difesa, rappresentata dagli avvocati Stefano Gerunda e Corrado Viazzo, contesta invece l’impostazione accusatoria e sostiene che la donna fosse convinta di rivendicare un risarcimento per i danni che riteneva di aver subito.
La presunta richiesta di un milione e le accuse della Procura
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la condotta contestata a Giovanna Rigato avrebbe avuto l’obiettivo di ottenere denaro da Berlusconi attraverso la minaccia di dichiarazioni potenzialmente dannose per la sua reputazione. È su questo punto che si fonda l’imputazione di tentata estorsione.
Nel procedimento si sono costituiti parte civile i cinque figli del Cavaliere: Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi. Hanno proseguito l’azione legale intrapresa dal padre, che aveva segnalato la vicenda anche alla Procura di Milano.
Il rinvio a giudizio è arrivato nel 2021, dando avvio al dibattimento. Nel corso del processo sono state ascoltate anche testimoni legate alle vicende di Arcore, tra cui Karima El Mahroug, conosciuta come Ruby, e Barbara Guerra.
La richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero rappresenta la posizione dell’accusa, ma non costituisce una sentenza. La responsabilità dell’imputata dovrà essere valutata dal tribunale sulla base degli elementi emersi nel procedimento.
La difesa dell’ex gieffina: «Nessun intento estorsivo»
Di segno opposto la tesi sostenuta dagli avvocati Gerunda e Viazzo. La difesa ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. In subordine, ha sollecitato una diversa qualificazione giuridica della condotta, nell’ipotesi di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, sostenendo che per tale reato sarebbe intervenuta la prescrizione.
Secondo i legali, Rigato non avrebbe agito con l’intenzione di estorcere denaro, ma nella convinzione di avere subito conseguenze personali e professionali ingiuste a causa dell’esposizione mediatica legata alle vicende di Arcore.
L’ex concorrente della sesta edizione del Grande Fratello si sarebbe sentita ingiustamente associata alle cosiddette «olgettine» e avrebbe presentato denunce per diffamazione, poi archiviate. Da qui, secondo la ricostruzione difensiva, sarebbe maturato un senso di mancata tutela, accompagnato dalla convinzione di aver perso opportunità lavorative nel mondo televisivo.
La donna avrebbe inoltre ritenuto di non aver ricevuto i sostegni che, a suo dire, le sarebbero stati prospettati. In questo contesto, la richiesta economica sarebbe stata concepita come una forma di ristoro per i danni subiti, e non come uno strumento di pressione illecita.
La difesa ha anche sottolineato che Rigato non si sarebbe rivolta alla stampa per sfruttare mediaticamente la vicenda. Un elemento che, nella prospettiva dei legali, si inserirebbe nella ricostruzione di una controversia personale ed economica, non di un progetto estorsivo.
Dal Grande Fratello 2006 a Ciao Darwin
Rigato fu protagonista dell’edizione 2006 vinta da Augusto De Megni davanti a Filippo Bisciglia e Fabiano Reffe. A quell’edizione presero parte anche l’attrice Laura Torrisi e Francesca Cipriani. La 45enne fu la seconda eliminata del reality. Ha partecipato anche a Ciao Darwin, capitana della squadra delle Giovani che nella circostanza affrontò le mature.
Il processo riprende il 18 novembre: attese le repliche
La vicenda giudiziaria entra ora nella fase conclusiva. La discussione ha messo in evidenza la distanza tra la Procura, che ritiene configurabile il tentativo di estorsione, e la difesa, che considera la condotta dell’ex gieffina priva di rilevanza penale oppure riconducibile a un’ipotesi diversa.
La prossima udienza è fissata per il 18 novembre, quando sono previste le repliche. Sarà un ulteriore passaggio prima della decisione del tribunale.
Per Giovanna Rigato, volto noto al pubblico televisivo per la partecipazione al Grande Fratello, il procedimento rappresenta una vicenda giudiziaria che si trascina da anni e nella quale il nodo centrale resta la natura della richiesta di denaro contestata. Da una parte l’accusa, che la interpreta come una minaccia finalizzata a ottenere un milione di euro; dall’altra la difesa, che la descrive come una rivendicazione economica maturata dopo le conseguenze personali e professionali delle vicende di Arcore.
Il verdetto dovrà stabilire quale ricostruzione trovi riscontro negli elementi processuali. Fino alla decisione, la richiesta di condanna della Procura resta una posizione accusatoria e l’imputata deve essere considerata non colpevole.

