Apprensione e paura a Palermo dopo la scossa di terremoto di magnitudo 5,5Apprensione e paura a Palermo dopo la scossa di terremoto di magnitudo 5,5

Una ventina di scosse, la più forte avvertita dalle Eolie al Trapanese

Paura in Sicilia per un intenso sciame sismico nel Tirreno meridionale. Una serie di almeno venti scosse, culminata in un terremoto di magnitudo 5.5, ha fatto tremare diverse zone dell’isola, dalle Eolie al Palermitano fino al Messinese. In molti hanno abbandonato le abitazioni e le aule scolastiche, mentre le autorità hanno avviato controlli sugli edifici e sulle principali infrastrutture.

Le prime registrazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno individuato l’inizio dell’attività sismica alle 10.24, nel tratto di mare al largo delle isole Eolie, a una profondità di circa 32 chilometri. Dopo una prima scossa di magnitudo 3.4, sono seguiti altri eventi di intensità variabile, fino alla scossa più forte.

Paura a Palermo: evacuate scuole ed edifici pubblici

Nel capoluogo siciliano il terremoto ha spinto numerose persone a uscire in strada. Tra gli edifici evacuati c’è la scuola Giusino, sede di alcune sezioni del liceo Margherita a indirizzo economico-sociale, nella zona di corso Vittorio Emanuele. Circa 300 studenti e docenti hanno lasciato la struttura e raggiunto la piazza antistante la Cattedrale.

Evacuazioni sono state segnalate anche in una scuola a Partanna Mondello e nell’ex palazzo della Provincia. All’Università di Palermo è stata disposta la sospensione delle lezioni pomeridiane.

Il sindaco Roberto Lagalla ha firmato un’ordinanza per la chiusura precauzionale delle scuole di ogni ordine e grado e delle sedi universitarie. Il provvedimento, secondo quanto comunicato, resta in vigore fino alle 8 di dopodomani, salvo ulteriori disposizioni. Il Comune ha inoltre attivato le strutture di Protezione civile e rafforzato i presidi sul territorio.

Dalle Eolie al Messinese, la scossa avvertita dalla popolazione

Il movimento sismico è stato percepito distintamente anche a Ustica e lungo la costa settentrionale della Sicilia. A Messina e nei centri della provincia molte persone sono scese in strada, mentre diversi studenti hanno lasciato temporaneamente le aule.

Particolare apprensione si è registrata alle Eolie, dove il susseguirsi delle scosse ha spinto gli abitanti a uscire più volte dalle proprie abitazioni.

La Protezione civile regionale ha invitato i Comuni a effettuare verifiche sugli edifici più vulnerabili e a mantenere alta l’attenzione anche lungo la costa. Il direttore Salvatore Cocina ha inoltre riferito che, in relazione all’evento, era stata diramata un’allerta per il rischio di maremoto.

L’ex direttore del Servizio sismico regionale Leonardo Santoro ha spiegato che l’attività sismica è riconducibile al sistema di faglie del basso Tirreno. La profondità e la distanza dell’epicentro hanno contribuito a rendere meno intensa la percezione della scossa in alcune zone di Palermo rispetto ad altri eventi sismici di magnitudo analoga ma con epicentro più vicino e superficiale.

Anas controlla ponti, viadotti e gallerie: «Nessun danno»

Dopo il terremoto sono scattate anche le verifiche sulla rete stradale e autostradale. Anas ha mobilitato tecnici e ispettori specializzati nelle province di Palermo e Messina, concentrando i controlli su ponti, viadotti, gallerie e sulle infrastrutture situate nelle aree in cui le scosse sono state avvertite maggiormente.

Al termine delle ricognizioni, la società ha comunicato che non sono state riscontrate criticità o danni riconducibili al terremoto. La rete stradale e autostradale, secondo la nota, è rimasta regolarmente percorribile.

Il presidente della Regione Renato Schifani e il sindaco di Palermo sono rimasti in contatto con la Protezione civile per coordinare le misure precauzionali e le verifiche sulla sicurezza degli edifici.

La vulnerabilità degli edifici resta un tema centrale

L’evento riporta l’attenzione sulla prevenzione sismica in Sicilia. Santoro ha richiamato la necessità di accelerare le verifiche sulle strutture strategiche, tra cui scuole, ospedali, dighe e viadotti, sottolineando le criticità legate agli edifici più vulnerabili.

Nel frattempo, le autorità proseguono il monitoraggio della situazione e le verifiche sugli immobili. La priorità resta accertare eventuali danni e garantire la sicurezza della popolazione dopo una sequenza di scosse che ha provocato forte preoccupazione in diverse aree dell’isola.

Di Redazione

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