Antonio Gala è morto schiacciato dal suo tirAntonio Gala è morto schiacciato dal suo tir

Il corriere di 64 anni ha perso la vita durante il turno di lavoro nel piazzale

Si chiamava Antonio Gala, aveva 64 anni e dopo una vita trascorsa sulle strade come autista professionista si preparava a raggiungere la pensione. Quel traguardo, però, non lo vedrà mai. Nel primo pomeriggio di oggi il corriere ha perso la vita in un drammatico incidente sul lavoro avvenuto all’interno del deposito Brt di Settimo Torinese, alle porte di Torino.

Una tragedia consumatasi in pochi istanti, davanti agli occhi dei colleghi, che ora dovrà essere ricostruita nei minimi dettagli dagli investigatori.

L’incidente nel piazzale della Brt

L’allarme è scattato intorno alle 13.30 nello stabilimento di via Niccolò Paganini, nella zona industriale di Settimo Torinese.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri e dagli ispettori dello Spresal dell’Asl TO4, Antonio Gala stava operando accanto al proprio mezzo quando la motrice del camion, che sarebbe stata lasciata senza il freno di stazionamento inserito, ha iniziato improvvisamente a muoversi.

Nel giro di pochi secondi il 64enne sarebbe rimasto schiacciato tra il proprio camion e un altro mezzo pesante in manovra, senza riuscire a mettersi in salvo.

I colleghi hanno dato immediatamente l’allarme, ma quando sul posto sono arrivati i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, per il corriere non c’era ormai più nulla da fare.

Chi era Antonio Gala

Antonio Gala viveva a Vauda Canavese, dove si era trasferito circa un anno fa dopo aver lasciato San Francesco al Campo.

Era conosciuto come un autista esperto, con alle spalle decenni di lavoro nel settore dei trasporti. Mancava ormai poco alla pensione, un traguardo atteso dopo una lunga carriera trascorsa tra consegne e viaggi.

La sua morte ha colpito profondamente colleghi, amici e familiari, lasciando sgomenta anche la comunità in cui viveva.

Le indagini sulla sicurezza

La dinamica dell’incidente è ora al centro degli accertamenti.

Gli ispettori dello Spresal stanno verificando se tutte le procedure di sicurezza previste fossero state rispettate e se vi siano eventuali responsabilità nella gestione delle operazioni all’interno del deposito logistico.

Parallelamente i carabinieri della Compagnia di Chivasso stanno raccogliendo testimonianze e analizzando ogni elemento utile per chiarire con precisione quanto accaduto.

In una nota ufficiale, Brt ha espresso la propria vicinanza ai familiari della vittima.

“L’azienda è vicina alla famiglia del lavoratore coinvolto nel tragico incidente – si legge nel comunicato – e ha avviato immediatamente tutte le verifiche interne, collaborando pienamente con l’autorità giudiziaria per fare completa luce sulla dinamica dell’accaduto”.

Per rispetto della famiglia e per consentire il regolare svolgimento delle indagini, la società ha spiegato che non rilascerà ulteriori dichiarazioni.

La protesta dei sindacati: “La sicurezza non può essere un costo”

L’ennesima morte sul lavoro ha provocato una dura reazione delle organizzazioni sindacali.

Secondo Cgil Torino e Filt Piemonte, tragedie come questa impongono una riflessione sull’utilizzo di sistemi di sicurezza ormai disponibili sui mezzi pesanti, come il freno di stazionamento automatico, tecnologia in grado di ridurre il rischio di incidenti simili.

“La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo, ma un investimento continuo in tecnologie, formazione e prevenzione”, sottolineano i rappresentanti sindacali.

Anche la Uil Piemonte richiama l’attenzione sull’emergenza degli infortuni mortali.

Nei primi quattro mesi dell’anno, ricordano dal sindacato, 23 persone hanno perso la vita sul lavoro in Piemonte, dieci delle quali nella sola provincia di Torino.

Numeri che continuano ad alimentare il dibattito sulla necessità di rafforzare la cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro.

Mentre gli investigatori cercano di ricostruire gli ultimi istanti della vita di Antonio Gala, resta il dolore per una tragedia che si aggiunge a una lunga e drammatica lista di vittime. Un uomo che era ormai vicino alla pensione è morto durante una normale giornata di lavoro, in un incidente che ora dovrà essere chiarito sotto ogni aspetto.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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