Lollo, la tua bellezza ora è eterna: morta Gina Lollobrigida: la ‘bersagliera’ conquistò Hollywood
16 Gennaio 2023 - 13:18
Piera Maggio
Denise Pipitone, l’appello di Piera Maggio dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro
16 Gennaio 2023 - 15:01
Lollo, la tua bellezza ora è eterna: morta Gina Lollobrigida: la ‘bersagliera’ conquistò Hollywood
16 Gennaio 2023 - 13:18
Piera Maggio
Denise Pipitone, l’appello di Piera Maggio dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro
16 Gennaio 2023 - 15:01

Arresto Matteo Messina Denaro, le cure in clinica sotto falso nome: l’attentato a Costanzo e De Filippi, si infiltrò al Parioli

Ha tentato una breve fuga prima di consegnarsi ai carabinieri del Ros ed ammettere: “Sono Matteo Messina Denaro“. La latitanza del boss mafioso, considerato l’erede di Totò Riina e Bernardo Provenzano, è finita dopo 30 anni alla clinica Maddalena, a Palermodove stava effettuando delle cure per un carcinoma al colon dal 2021 sotto il falso nome di Andrea Bonafede.

Il boss bloccato in clinica a Palermo: in cura per un carcinoma al colon, gli applausi dopo l’arresto

Aveva appena effettuato un tampone prima che fosse bloccato dai militari al bar. Alle 9:35 di lunedì 16 gennaio Diabolik, uno dei suoi soprannomi, è uscito dalla clinica per entrare nel blindato degli uomini dell’Arma tra gli applausi dei palermitani. Un blitz che arriva a 30 anni dall’operazione Belva che portò all’arresto di Totò Riina il 15 gennaio 1993. Da tempo sembra che i carabinieri, coordinati dalla Procura, seguivano Alessio, come si firmava nei pizzini.

Messina Denaro, malato oncologico, era stato sottoposto ad un intervento chirurgico l’anno scorso. In manette anche un fiancheggiatore, Giovanni Luppino, originario di Campobello di Mazara (Trapani), che l’aveva accompagnato a La Maddalena per le terapie che stava seguendo.

Latitante da 30 anni, il tentativo di fuga prima di consegnarsi: ‘Sono Messina Denaro’, preso fiancheggiatore

Il boss di Castelvetrano (provincia di Trapani) è stato trasferito dalla caserma San Lorenzo all’aeroporto di Boccadifalco per essere portato in una struttura carceraria di massima sicurezza. Si era parlato di una sua latitanza in Spagna e in Albania ma negli ultimi anni le indagini si erano concentrate sul triangolo Castelvetrano, Marsala e Trapani. Una rete di fiancheggiatori l’aveva protetto durante il periodo di latitanza.

Il primo a scrivere il nome di U siccu sul registro degli indagati fu Paolo Borsellino nel 1989. Nel 1992 Messina Denaro fa parte del commando composto da mafiosi di Brancaccio e della provincia di Trapani, inviato a Roma per mettere a segno un attentato nei confronti di Maurizio Costanzo (in auto con Maria De Filippi) e per uccidere Giovanni Falcone e il ministro Claudio Martelli. Era riuscito anche ad infiltrarsi al Parioli con un complice. Tra i condannati per le stragi di via D’Amelio e Capaci.

Si infiltrò al Parioli prima dell’attentato a Maurizio Costanzo, mandante del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo

É uno dei mandanti del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo che venne rapito il 14 novembre del 1993 all’età di 12 anni da un commando di mafiosi travestiti da poliziotti mentre lasciava il maneggio dove era andato a cavallo. Dopo tre anni, l’11 gennaio 1996, verrà strangolato e sciolto nell’acido su ordine di Giovanni Brusca.  Playboy e amante delle belle donne, si racconta che frequentasse festini organizzati da signore di una certa età dell’alta borghesia con studenti universitari.

Redazione
Redazione
Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *