L'intervento provvidenziale dei vigili del fuocoL'intervento provvidenziale dei vigili del fuoco

Momenti di apprensione

Ha infilato la testa tra le sbarre dell’inferriata che delimita l’area giochi e non è più riuscito a liberarsi. Momenti di apprensione nel tardo pomeriggio di lunedì 7 settembre al Parco Galvani di Pordenone, dove un bambino di appena due anni è rimasto incastrato nella ringhiera.

A dare l’allarme è stato il padre, che ha chiesto l’intervento dei vigili del fuoco di Pordenone. Quando la squadra è arrivata sul posto, il piccolo era in lacrime e il genitore cercava di tranquillizzarlo.

La situazione si è però risolta senza conseguenze per il bambino, grazie anche alla calma mantenuta durante le operazioni di soccorso.

Il bambino resta incastrato

L’intervento è scattato intorno alle 18, quando il bambino, nato nel 2024, è rimasto con la testa bloccata tra le parti metalliche della recinzione che circonda l’area destinata ai giochi.

I vigili del fuoco hanno valutato la situazione e hanno iniziato a intervenire direttamente sulla struttura. L’obiettivo era liberare il piccolo senza provocargli ulteriori rischi o movimenti bruschi.

Per questo i soccorritori hanno scelto anche di spiegargli passo dopo passo quello che stavano facendo, invitandolo a rimanere fermo e tranquillo.

Un accorgimento che si è rivelato importante. Il bambino, inizialmente spaventato e in lacrime, ha progressivamente seguito le indicazioni dei vigili del fuoco, permettendo alla squadra di procedere con le operazioni.

I vigili del fuoco smontano la ringhiera

Per riuscire a liberarlo, i soccorritori hanno cominciato a smontare la ringhiera. Un intervento delicato, effettuato mentre il padre continuava a rassicurare il figlio.

La squadra è riuscita quindi ad allargare e rimuovere la parte necessaria della struttura fino a liberare completamente la testa del bambino.

Il momento più difficile si è concluso nel migliore dei modi: il piccolo è rimasto illeso.

Una volta tornato libero, infatti, il bambino ha lasciato rapidamente alle spalle la paura e si è comportato come se nulla fosse accaduto.

Poi torna a giocare

La scena che ha chiuso l’intervento è stata quasi l’opposto di quella trovata dai soccorritori al loro arrivo.

Dopo essere stato liberato, il bambino è tornato a giocare nell’area del Parco Galvani, dimenticando in pochi minuti la breve disavventura.

Il padre ha quindi potuto tirare un sospiro di sollievo e ha ringraziato i vigili del fuoco intervenuti per aiutare il figlio.

Prima di lasciare il parco, la squadra ha completato anche l’ultima parte dell’intervento: la ringhiera è stata rimontata, ripristinando la struttura dopo le operazioni necessarie per liberare il bambino.

Quello di Pordenone si è così trasformato in un intervento particolare per i vigili del fuoco, iniziato con un bambino di due anni intrappolato con la testa nella recinzione e concluso con il piccolo nuovamente impegnato a giocare.

Nessuna conseguenza fisica, dunque, per il bambino, che è stato liberato e ha potuto tornare alle sue attività mentre il padre ringraziava i soccorritori.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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