Momenti di terrore al parco Guido Alberini: un bambino di 3 anni è stato aggredito davanti alla madre
Attimi di autentico terrore in un parco pubblico di Brescia, dove un 29enne di nazionalità nigeriana, regolarmente residente in Italia, è stato arrestato dopo aver aggredito due bambini nel giro di pochi minuti. L’uomo avrebbe prima cercato di strangolare un minore riuscito a sottrarsi alla presa e, subito dopo, avrebbe rivolto la sua attenzione verso un bambino di appena 3 anni, intervenendo con violenza davanti alla madre.
A evitare conseguenze ancora più gravi è stato il coraggioso intervento di un passante, che ha affrontato l’aggressore e lo ha immobilizzato fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
L’aggressione nel parco davanti alle famiglie
L’episodio è avvenuto nel parco Guido Alberini, in via Ischia.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 29enne avrebbe inizialmente afferrato per il collo un primo bambino, che è riuscito a divincolarsi e a mettersi in salvo. Pochi istanti dopo si sarebbe avvicinato a un bambino di 3 anni, presente nell’area verde insieme alla madre, strattonandolo e tentando di stringergli il collo.
La donna è riuscita, con grande difficoltà, a sottrarre il figlio alla presa dell’uomo, mentre nel frattempo un altro frequentatore del parco è intervenuto senza esitazione.
Terrore in un parco a #Brescia: un 29enne #nigeriano ha cercato di strangolare un #bambino di 10 anni, poi un bimbo di 3. Al Tg1 la testimonianza dell'uomo che ha salvato il più piccolo. #Tg1 Silvia Balducci pic.twitter.com/PWLkrP8sKL
— Tg1 (@Tg1Rai) June 19, 2026
Decisivo il coraggio del passante
A bloccare il 29enne è stato Aslam Naveed, cittadino di origine pakistana, che ha affrontato l’aggressore nonostante una violenta colluttazione.
L’uomo ha raccontato di aver immobilizzato il 29enne a terra chiedendo immediatamente alla moglie di allertare il numero di emergenza 112.
“L’ho messo a terra e ho detto a mia moglie di chiamare la polizia“, ha spiegato ai microfoni di Tg1 e Sky. Durante la colluttazione, ha riferito di essere stato colpito con pugni al petto. “Sono cardiopatico e porto un pacemaker, ma non potevo lasciarlo andare”, ha aggiunto.
Quando gli agenti della Polizia di Stato sono arrivati sul posto hanno trovato il passante ancora intento a trattenere l’aggressore.
L’arresto e le accuse
Secondo quanto reso noto dalla Questura, il 29enne avrebbe opposto resistenza anche agli agenti intervenuti, colpendoli con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi all’arresto.
L’uomo è stato arrestato con le accuse di lesioni personali aggravate, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Successivamente il Questore di Brescia ha disposto l’avvio delle procedure per la revoca del permesso di soggiorno, primo passo verso un eventuale provvedimento di espulsione.
Dalle informazioni emerse, il 29enne avrebbe alcuni precedenti legati agli stupefacenti e sarebbe affetto da un disagio psichico. Al momento dell’aggressione appariva in evidente stato di alterazione.
Fortunatamente nessuno dei due bambini ha riportato conseguenze fisiche, tanto da non rendere necessario alcun periodo di prognosi.
Il dibattito sulla sicurezza e le reazioni istituzionali
L’episodio ha suscitato forte preoccupazione e acceso il dibattito sulla sicurezza.
La sindaca Laura Castelletti ha definito quanto accaduto “un fatto gravissimo che scuote profondamente la comunità“, sottolineando anche la necessità di riflettere sull’efficacia delle procedure di espulsione e sulle misure adottate nei confronti di persone considerate socialmente pericolose.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa, che ha espresso vicinanza ai bambini e alle loro famiglie, ringraziando il cittadino intervenuto e le forze dell’ordine per la rapidità dell’azione.
L’assessore ha inoltre evidenziato l’importanza di intercettare tempestivamente situazioni di forte disagio che possano trasformarsi in un rischio concreto per la collettività.
Le indagini proseguono
Le autorità stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare ogni elemento utile all’inchiesta.
Nel frattempo resta il forte impatto emotivo provocato da una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche e che è stata evitata soprattutto grazie alla prontezza e al coraggio di un cittadino intervenuto per difendere due bambini in evidente pericolo.

