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Chi è Jonathan Galindo, cresce la preoccupazione per la challenge social dopo la morte di un ragazzino di 10 anni Napoli

jonathan galindo

Dopo la tragedia di Napoli cresce la preoccupazione per la nuova challenge dell’orrore lanciata da un misterioso personaggio chiamato Jonathan Galindo. Una sfida dalle pericolose conseguenze che coinvolge gli adolescenti su Tik Tok.

La sfida lanciata da un misterioso personaggio sui social

Gli inquirenti, dopo aver sequestrato pc, computer e console della playstation, hanno collegato la drammatica morte di un ragazzino di 10 anni a questo gioco mortale che molti paragonano a Momo o alla Blue Whale. Il dramma per i genitori del ragazzino si è materializzato quando la loro attenzione è stata richiamata dalle urla dei vicini nel cuore della notte.

Prima di lanciarsi dall’undicesimo piano il bambino ha scritto un messaggio per i genitori. “Papà, mamma vi voglio bene ma devo seguire quell’uomo. Mi dispiace ho paura di lui”.

L’ultimo messaggio ai genitori, la terribile scoperta dopo le urla dei vicini

Secondo una prima ricostruzione Jonathan Galindo indossa una maschera deformata di Pippo, celebre personaggio della Disney. Una maschera che Samuel Canini aveva creato per puro divertimento nel 2012 ed alla quale si sarebbe ispirata il misterioso personaggio che sta seminando il terrore tra gli adolescenti.

Secondo Bufale.net non esiste nessun Jonathan Galindo ma più persone pronte a cavalcare il fenomeno per seminare il panico tra i ragazzini. A tal riguarda le indagini avviate dopo la morte del ragazzino potrebbero fornire utili dettagli per comprendere se dietro l’episodio ci sia la challenge o meno.

Jonathan Galindo e la maschera deformata di Pippo della Disney

Sembra che le prime challenge siano partite nel 2017 in Messico prima di raggiungere Vietnam, India, Spagna e Brasile fino alla tragica morte del ragazzino di 10 anni di Napoli. La persona che si nasconde dietro Galindo contatta le sue ‘prede’, sempre ragazzini, attraverso Tik Tok, Instagram, Twitter e Facebook. Quando riceve una risposta inizia, con metodi persuasivi, ad affidare missioni pericolose che arrivano a raggiungere l’autolesionismo.

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