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Chieti, schianto mortale a Bucchianico: muore il presidente del Rapino e tre giovani

Tre giovani ed il presidente del Rapino calcio, Domenico Di Fazio, sono morti in un incidente mortale nella notte tra venerdì 3 e sabato settembre in provincia di Chieti. Nel violento impatto sono deceduti i fratelli Massimiliano e Alessandro Fiore, 21 e 23 anni, entrambi residenti a Casoli, e il cugino, il ventunenne Mattia Menna, originario di Altino. Viaggiavano a bordo su una Volkswagen Golf in direzione Francavilla al Mare – Guardiagrele. Il 37enne Domenico Di Fazio viaggiava a bordo di una Jeep Renegade guidata da un amico 30enne (I. F.) che ora lotta tra la vita e la morte all’ospedale Santissima Annunziata.

I fratelli Massimiliano e Alessandro Fiore ed il cugino Mattia Menna hanno perso la vita nello scontro frontale

Secondo una prima ricostruzione l’incidente si è verificato lungo la Stradale 649 nel territorio di Bucchianico con la Golf che in fase di sorpasso ha impattato frontalmente con la Jeep Renegade. I tre congiunti e il presidente del Rapino Calcio sono morti sul colpo. Nell’impatto colpita anche la Fiat Tipo, che era stata appena sorpassata, dove viaggiava una famiglia di cinque persone con figli, residente a Guardiagrele, solo per miracolo sono rimasti tutti illesi. Secondo le indagini della Polstrada, durate tutta notte, Massimilino Fiore era alla guida della Golf e aveva a bordo il fratello e il cugino. Il ventunenne e il fratello erano figli del responsabile manutenzione del comune di Casoli.

Sotto choc le comunità di Rapino e Altino, il sindaco di Rapino ricorda Domenico Di Fazio: ‘Non riesco a parlare al passato’

Choc anche a Rapino dove Di Fazio era un autentico punto di riferimento. Appassionato di sport e di calcio era il deus ex machina della squadra di calcio. Commosso il ricordo del sindaco Rocco Micucci: “Tu non sei un presidente ma ‘Il Presidente’. Non hai grandi disponibilità, ma hai una grande passione che ti rende il più grande. E per essere un uomo, non basta quello che mostri, devi esserlo dentro per davvero. E non riesco a non parlare al presente, perché non riesco ancora a crederci”. 

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