Dopo la morte del bambino di 10 anni nello scontro tra la sua minimoto e una Jeep, sui social sono comparsi messaggi contro la famiglia
La tragedia che ha spezzato la vita del piccolo Christian Romano, il bambino di 10 anni morto nello scontro tra la sua moto minicross e una Jeep lungo la strada provinciale tra Moschiano e Lauro, si è trasformata anche in un caso che sta facendo discutere per quanto accaduto nelle ore successive all’incidente. Mentre la famiglia affronta il dolore più grande, sui social network sono comparsi numerosi commenti e accuse rivolti ai genitori del bambino, giudizi che hanno provocato indignazione nella comunità locale.
A prendere posizione è stato il sindaco di Lauro, Rossano Sergio Boglione, che ha invitato tutti a fermarsi davanti a una tragedia di queste proporzioni e ad abbandonare ogni forma di processo mediatico.
Il sindaco: “Il dolore impone rispetto”
Il primo cittadino ha affidato il suo pensiero a una dichiarazione molto dura nei confronti di chi, attraverso i social, ha puntato il dito contro la famiglia.
«Il dolore impone rispetto, umanità e compassione. È inaccettabile formulare giudizi o accusare chi sta vivendo la più terribile delle sofferenze. Davanti a una tragedia così immensa ogni parola dovrebbe lasciare spazio soltanto alla vicinanza e alla comprensione», ha affermato Boglione.
Parole che arrivano mentre il Vallo di Lauro continua a stringersi attorno ai genitori del bambino, molto conosciuti nell’Avellinese.
Chi sono i genitori di Christian
Il padre di Christian, Gianluca Romano, è un sottufficiale dell’Esercito in servizio a Roma ed è anche presidente del Team Moschiano Adventure Mtb, associazione molto conosciuta tra gli appassionati di ciclismo.
La madre, Mariella Terracciano, insegna lingua spagnola all’Istituto tecnico economico “Amabile” di Avellino.
La coppia ha un altro figlio e da ore sta affrontando un dolore che ha profondamente colpito l’intero territorio.
L’incidente sotto gli occhi del padre
Il dramma si è consumato nel pomeriggio di lunedì lungo la provinciale che collega Moschiano e Lauro.
Christian era alla guida della sua moto minicross e stava tornando verso casa insieme al padre, che lo precedeva con la propria automobile. All’altezza di una curva a gomito la minimoto si è scontrata con una Jeep guidata da un 28enne della provincia di Caserta.
L’impatto è stato violentissimo. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118 e dell’elisoccorso, per il bambino non è stato possibile fare nulla.
Il conducente della Jeep è stato sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici, risultati negativi secondo quanto emerso finora.
Le telecamere e l’inchiesta della Procura
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Marco Auciello, prosegue per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto.
Determinanti potrebbero rivelarsi le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati saranno analizzati insieme ai rilievi effettuati dai carabinieri per verificare la posizione dei mezzi, la velocità e le responsabilità dell’incidente.
La Procura dovrà inoltre valutare anche un altro aspetto: la minimoto stava infatti circolando su una strada aperta al traffico, mentre questi mezzi sono destinati all’utilizzo esclusivamente in circuiti o aree private.
Nei prossimi giorni il magistrato deciderà gli eventuali provvedimenti tecnici necessari anche per procedere all’autopsia sul corpo del piccolo.
Una comunità unita nel dolore
Mentre le indagini sull’incidente continuano, Moschiano si prepara a salutare Christian.
Nella chiesa della Carità è stata organizzata una veglia di preghiera alla quale parteciperanno amici, familiari e tanti cittadini. Il sindaco Sergio Pacia ha inoltre annunciato che nel giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino.
Nel frattempo, il messaggio lanciato dalle istituzioni è chiaro: di fronte alla morte di un bambino di dieci anni, il rispetto deve prevalere su ogni giudizio. Per questo gli appelli rivolti ai cittadini chiedono di fermare le polemiche e lasciare spazio soltanto al cordoglio nei confronti di una famiglia che, in poche ore, ha visto cambiare per sempre la propria vita.

