La procuratrice del Canton Vallese: ‘Non ci sono indicazioni di rischio di fuga’
“Per me, è un rischio aver lasciato in libertà i gestori del Constellation, i coniugi Moretti. Immaginate cosa succederebbe per le vittime se queste persone lasciassero la Svizzera e non si potesse avere il processo dovuto ai genitori e alle famiglie delle vittime.” Queste parole di Sébastien Fanti, avvocato di diverse famiglie coinvolte nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, riassumono il clima di forte tensione che accompagna il caso.
La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha ribadito la propria posizione: “In questa fase, non ci sono indicazioni di rischio di fuga, collusione o recidiva. Ma la situazione viene valutata costantemente”. Nonostante ciò, il dibattito pubblico continua a crescere, alimentato dall’esclusione degli avvocati dalle audizioni.
Audizioni esclusive e polemiche legali
Romain Jordan, legale di diverse vittime, si dice “scioccato” per il divieto agli avvocati di partecipare alle audizioni. Pilloud giustifica la scelta con la necessità di rapidità del procedimento e per evitare fughe di notizie, data la visibilità mediatica del caso.
Secondo Alain Macaluso, avvocato e direttore del centro di diritto penale dell’Università di Losanna, questa modalità di condurre le indagini “è contraria al codice di procedura penale” e rischia di obbligare a rifare completamente le audizioni. La discussione sulla regolarità del procedimento potrebbe quindi avere un impatto significativo sul futuro giudiziario dei gestori del locale.
Video shock e responsabilità dei gestori
Dopo la diffusione di un video della notte di Capodanno 2019, emerge che il personale del Constellation era consapevole del rischio di incendio legato al materiale fonoassorbente infiammabile a contatto con le candele pirotecniche. Macaluso sottolinea la possibile qualificazione giuridica: “Si parla potenzialmente di omicidio con dolo eventuale e di lesioni personali gravi, intenzionali, con dolo eventuale”.
Questa evidenza rafforza la posizione delle famiglie, convinte che il locale avrebbe potuto prevenire la tragedia. Un rappresentante di diverse famiglie denuncia inoltre le mancate ispezioni antincendio dal 2019, ammesse dalle autorità comunali di Crans-Montana.
Delusione delle famiglie e gestione social
Le dichiarazioni pubbliche delle autorità locali non hanno placato la frustrazione dei parenti delle vittime. Romain Jordan ha espresso delusione per l’assenza di scuse da parte del Comune: “Sarebbero state appropriate e di grande aiuto per le famiglie”.
In aggiunta, mentre il locale era ancora in fiamme, i gestori o persone vicine hanno sospeso l’accesso ai social network del Constellation, rimuovendo foto e video della serata. Jordan sottolinea come questa mossa dimostri “la consapevolezza di un problema e il tentativo di minimizzarlo”.

