Quarto Grado: ‘Valeria Bartolucci indagata, contestate anche false informazioni al pm’
Il caso di Pierina Paganelli si allarga e si complica ulteriormente. A oltre due anni dall’omicidio della pensionata uccisa con 29 coltellate nel garage di via del Ciclamino a Rimini, l’inchiesta registra un nuovo, pesante sviluppo: Valeria Bartolucci, moglie di Louis Dassilva, è ufficialmente indagata.
L’accusa è doppia e delicata: favoreggiamento e false informazioni al pubblico ministero. L’iscrizione nel registro degli indagati è stata rivelata durante la trasmissione Quarto Grado dalla giornalista Francesca Carollo, confermando indiscrezioni che circolavano da giorni negli ambienti giudiziari riminesi.
Le ipotesi della Procura: ‘Ha aiutato il marito e mentito agli inquirenti‘
Secondo la Procura di Rimini, Valeria Bartolucci avrebbe cercato di proteggere il marito, fornendo versioni ritenute non veritiere durante le fasi dell’inchiesta. Le indagini, affidate alla Squadra Mobile e coordinate dal pm Daniele Paci, puntano a chiarire se la donna abbia consapevolmente ostacolato l’accertamento della verità.
Bartolucci diventa così la terza persona formalmente indagata nel procedimento legato al delitto Paganelli, un dato che segnala come il perimetro dell’inchiesta si sia progressivamente allargato oltre il principale imputato.
Un’indagine che coinvolge famiglia e relazioni sentimentali
Prima di Valeria Bartolucci, per favoreggiamento era già finita sotto indagine Manuela Bianchi, ex amante di Dassilva. Un dettaglio che restituisce tutta la complessità di un caso in cui rapporti personali, silenzi e presunte omissioni si intrecciano con la ricostruzione dei fatti.
Il quadro che emerge è quello di una rete di relazioni strette attorno all’imputato, oggi detenuto con l’accusa di omicidio volontario. Una rete che, secondo gli inquirenti, potrebbe aver contribuito a confondere le acque nei primi, cruciali mesi dell’indagine.
Il processo riparte: riflettori puntati sui coniugi Neri
Il nuovo sviluppo arriva a ridosso della ripresa del processo davanti alla Corte d’Assise. Lunedì, dopo la pausa natalizia, il dibattimento entrerà in una fase chiave con l’audizione dei coniugi Neri.
In particolare, l’attenzione è concentrata su Emanuele Neri, il vicino di casa che sarebbe passato davanti alla telecamera della farmacia di via del Ciclamino in un orario compatibile con quello dell’omicidio. Inizialmente, quella figura ripresa dalle immagini era stata attribuita a Dassilva, ma l’ipotesi è successivamente caduta.
La svolta della cam3 e l’enigma dell’“ignoto”
L’incidente probatorio sulla cosiddetta cam3 ha rappresentato uno dei momenti decisivi dell’inchiesta. Le analisi hanno stabilito che l’uomo ripreso non poteva essere Dassilva, principalmente per una differenza di altezza incompatibile.
Una svolta che ha indebolito un tassello centrale dell’accusa e che rende ancora più rilevante il ruolo delle testimonianze e delle dichiarazioni rese nel corso dell’indagine. Proprio in questo contesto si inseriscono le contestazioni mosse a Valeria Bartolucci.
Un giallo che continua anche fuori dall’aula
L’iscrizione della moglie dell’imputato nel registro degli indagati rischia di avere un impatto significativo sul processo, non solo sul piano giuridico ma anche su quello mediatico. Il “giallo di via del Ciclamino” continua a vivere fuori dall’aula, alimentato da colpi di scena che tengono alta l’attenzione dell’opinione pubblica.
Resta ora da capire se le accuse di favoreggiamento reggeranno al vaglio degli atti e se emergeranno ulteriori responsabilità. Una certezza c’è: il caso Pierina Paganelli è tutt’altro che vicino alla sua conclusione.

