Apprensione a Trieste per la scomparsa della 43enne
È passata più di una settimana e di Donatella Malisa non c’è ancora traccia. La 43enne triestina è scomparsa il 20 gennaio senza lasciare spiegazioni, inghiottita da un silenzio che preoccupa familiari e investigatori. L’ultimo segnale del suo cellulare è stato agganciato sull’isola di Grado, poi il buio totale. Da quel momento le ricerche si sono estese a tutta la regione Friuli Venezia Giulia, senza però alcun esito concreto.
L’uscita di casa e l’ultimo messaggio al figlio
Donatella è uscita di casa al mattino, lasciando tutto così com’era. Nessuna valigia, nessun cambio di vestiti, nessun bancomat. Con sé aveva solo la borsetta e il telefono cellulare. Alle 8:50 ha inviato un ultimo messaggio al figlio, poi più nulla. Il telefono ha continuato a squillare a vuoto per ore, fino a spegnersi definitivamente in serata. Un dettaglio che rende la scomparsa ancora più inquietante.
Il cellulare localizzato a Grado
Secondo quanto emerso dalle verifiche tecniche, l’ultima cella telefonica agganciata dal cellulare di Donatella Malisa risale alla zona di Grado, mercoledì 21 gennaio. Da lì il segnale si è interrotto. Non è chiaro se il telefono si sia scaricato, se sia stato perso o se qualcuno lo abbia spento. Da quel momento non risultano più agganci a celle telefoniche né utilizzi delle app.
Le ricerche estese in tutto il Friuli
La Prefettura di Trieste ha attivato da giorni il piano regionale per la ricerca delle persone scomparse. Le operazioni coinvolgono forze dell’ordine, protezione civile e volontari. Le segnalazioni arrivate nel frattempo parlano di possibili avvistamenti anche nell’area udinese e lungo la Destra Tagliamento, ma nessuna ha trovato conferma. Ogni pista viene verificata, ma finora senza riscontri concreti.
L’appello della famiglia e la fragilità emotiva
A denunciare la scomparsa è stato il marito, che si è rivolto alla Questura di Trieste. La sorella Cristina ha invece lanciato un accorato appello sui social e in televisione, anche attraverso la trasmissione Chi l’ha visto?. “Non è normale che si allontanasse così – ha spiegato –. Non sappiamo in che situazione emotiva si trovi. Se Donatella mi sta vedendo, voglio dirle che tutti le vogliamo bene e che la aspettiamo a casa”.
Secondo quanto si apprende, Donatella vivrebbe una condizione di fragilità e in passato avrebbe già manifestato comportamenti di allontanamento spontaneo. Un elemento che viene valutato dagli investigatori, ma che non attenua la preoccupazione per la sua sicurezza.
L’auto lasciata a casa e un dettaglio che pesa
Un altro particolare che alimenta i dubbi è il fatto che Donatella possiede un’auto, ma non l’ha utilizzata. È uscita a piedi o con mezzi pubblici, rendendo più complessa la ricostruzione dei suoi spostamenti. Le telecamere di videosorveglianza analizzate finora non hanno fornito elementi decisivi.
Identikit e invito alla segnalazione
Donatella Malisa è alta circa 165 centimetri, ha capelli molto corti e brizzolati. Al momento della scomparsa indossava un giubbotto nero, jeans scuri e scarpe da ginnastica. In caso di avvistamento, autorità e familiari raccomandano di contattare immediatamente il 112.
Una settimana di silenzio che pesa
Ogni giorno che passa rende la scomparsa di Donatella Malisa più angosciante. Il telefono spento, l’ultimo segnale a Grado, le ricerche senza esito: tasselli di un puzzle ancora incompleto. In Friuli, intanto, cresce l’attesa di una notizia che possa finalmente spezzare il silenzio.

