Il nuovo elemento: un capello nella botola
Un dettaglio minuscolo, ma sufficiente a riaccendere un caso già inquietante. Nella casa di Francesco Dolci, ex fidanzato di Pamela Genini, è stato trovato un lungo capello biondo incastrato in una ragnatela all’interno di una botola.
Il ritrovamento è avvenuto a Sant’Omobono Imagna, nel Bergamasco, ed è stato segnalato dall’inviato Giuseppe Pizzo della trasmissione Chi l’ha visto?, che ha immediatamente avvisato i carabinieri. I militari sono intervenuti nel pomeriggio per un sopralluogo e per acquisire l’elemento, che sarà sottoposto ad accertamenti.
Al momento, però, dagli ambienti investigativi trapela prudenza: quel capello, da solo, non cambia il quadro.
La posizione dell’ex: “È normale che sia lì”
Francesco Dolci non si sottrae e offre subito una spiegazione. Secondo l’imprenditore, la presenza del capello non sarebbe affatto anomala.
“Pamela viveva qui”, ha ribadito, sottolineando come la frequentazione della casa da parte della giovane renderebbe del tutto plausibile il ritrovamento.
Un elemento che, anche se dovesse essere attribuito alla vittima, potrebbe risultare neutro dal punto di vista investigativo.
Salma di Pamela Genini decapitata: Un capello biondo su una ragnatela in una botola in casa dell’ex Francesco Dolci, trovato dall’inviato di “Chi l’ha visto?”. Avvisati i Carabinieri. “Lei in questa casa viveva”, spiega lui.#chilhavisto→https://t.co/5K7itwZtnx pic.twitter.com/9cFHZi73WR
— Chi l'ha visto? (@chilhavistorai3) April 23, 2026
La casa sotto osservazione
La botola in cui è stato trovato il capello conduce agli impianti della piscina dell’abitazione. Un punto poco visibile, dove il dettaglio sarebbe rimasto intrappolato su una ragnatela.
Dolci ha aggiunto che proprio quella grata è stata sostituita di recente, circa dieci giorni fa, dal padre. E ha espresso timori chiari:
“Abbiamo paura che qualcuno voglia incastrarci”.
Un’ipotesi che, al momento, resta sullo sfondo ma che contribuisce ad alimentare un clima già carico di tensione. Nel frattempo è stato apposto un nastro dalle forze dell’ordine per segnalare gli accertamenti in corso nell’abitazione di proprietà dell’ex di Pamela Genini.
Le indagini: tra testimonianze e nuovi sviluppi
L’ex fidanzato della 29enne è già stato ascoltato più volte dai carabinieri, anche insieme ai genitori. In totale, ore e ore di interrogatori come persona informata sui fatti.
“Non mi sono mai sentito un sospettato”, aveva dichiarato nei giorni scorsi, spiegando di aver collaborato attivamente con gli inquirenti.
Secondo quanto riferito, gli investigatori lo considererebbero una figura chiave per ricostruire gli ultimi aspetti della vita di Pamela Genini, uccisa a Milano il 14 ottobre 2025 dall’ex compagno Gianluca Soncin.
Il contesto: la profanazione e il video
Il ritrovamento del capello si inserisce in un’indagine già complessa: quella sulla profanazione del cadavere della giovane nel cimitero di Strozza.
Proprio su questo fronte emergono altri elementi. Come rivelato nel corso della trasmissione Dentro la notizia su Canale 5, gli inquirenti stanno analizzando un video che riprenderebbe un uomo aggirarsi di notte nei pressi del cimitero.
Una figura ritenuta potenzialmente coinvolta nell’apertura della bara e nella profanazione del corpo.
Minacce e piste alternative
Dolci ha inoltre raccontato di aver ricevuto minacce nelle settimane precedenti, già denunciate alle autorità. Secondo la sua versione, dietro quanto accaduto potrebbe esserci una dinamica legata a tentativi di estorsione da parte di ambienti criminali.
Una pista che, al momento, non trova conferme ufficiali ma che resta tra le ipotesi segnalate.
Un caso ancora senza risposte
Tra il mistero della profanazione, il video al vaglio degli investigatori e ora anche il ritrovamento del capello, il caso di Pamela Genini continua ad arricchirsi di elementi.
Tutti, però, ancora insufficienti a fornire una risposta chiara.
Gli accertamenti proseguono. E ogni dettaglio, anche il più piccolo, viene analizzato. Perché in una vicenda come questa, nulla può essere escluso.

