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Incidente funivia Mottarone, Perocchio torna libero: ‘Non ho avallato la scelta del forchettone’, scarcerato Nerini, ai domiciliari Tadini

Stresa Mottarone

Il Gip di Verbania, Donatella Bonci Buonamici, ha disposto la scarcerazione di Luigi Nerini, gestore dell’impianto della funivia del Mottarone, e di Enrico Perocchio, direttore di esercizio. Disposti gli arresti domiciliari per il capo servizi della funivia Gabriele Tadini che ha ammesso di aver manomesso il sistema di frenata di sicurezza con l’uso del forchettone.

Nell’interrogatorio Nerini ha spiegato che non è responsabile della sicurezza e della manutenzione

Gli altri due indagati hanno riferito di non essere a conoscenza del blocco del freno d’emergenza. Non sussistendo elementi probatori sufficienti il Gip (giudice indagini preliminari) ha deciso di revocare l’ordinanza di misura cautelare scattata nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 maggio, 48 ore dopo la tragedia della funivia del Mottarone. Da quanto riferito dall’Ansa è emerso che Nerini, assistito dall’avvocato Pasquale Pantano, nel corso del suo interrogatorio ha riferito che sicurezza e manutenzione non sono responsabilità dell’imprenditore ma delle ditte a cui vengono affidate e quindi del caposervizio e del direttore di esercizio.

Dall’altra parte Enrico Perocchio ha dichiarato, uscendo dal carcere di Verbania, di essere contento di tornare dalla sua famiglia: “Ma sono disperato per le 14 vittime” – ha riferito il direttore di esercizio. “Non avrei mai avallato la scelta di mettere i forchettoni. L’errore  è stato inserirli per ovviare ad un problema che si sarebbe risolto”. Ai cronisti Perocchio ha spiegato che erano state effettuate tutte le manutenzioni e che non riesce a spiegarsi cosa sia successo alla fune. “Quando ho saputo della strage sono partito immediatamente, quando sono venuto a conoscenza delle accuse del pm è stato come morire. Mi sono sentito un macigno addosso”.

Enrico Perocchio: ‘Disperato per le vittime, non so perché Tadini ha detto che ho avallato le sue scelte’

Il direttore di esercizio ha precisato di non aver ricevuto da Nerini, gestore dell’impianto, pressioni per mantenere la funivia aperta. “Non so perché Tadini ha detto che ho avallato la sua scelta. Non toccava a me guardare” – ha aggiunto sottolineando che ricorderà per tutta la vita la tragedia in cui hanno perso la vita 14 persone.

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