Gaspare Lo Giudice e Giuseppe BadalamentiGaspare Lo Giudice e Giuseppe Badalamenti

L’incidente mortale alla Bolognetta: morta paziente e due soccorritori

La statale Palermo-Agrigento si trasforma ancora una volta in teatro di morte. Un’automedica diretta nel capoluogo siciliano per trasportare una paziente dializzata si è scontrata con un camion nei pressi di Bolognetta, in contrada Coda di Volpe. Il bilancio è drammatico: tre vittime, tra cui due operatori sanitari e un’anziana paziente.

A perdere la vita sono Gaspare Lo Giudice, 48 anni, Giuseppe Badalamenti, 66 anni, e Giovanna Oddo, 95 anni, che stava andando a Palermo per la dialisi. Illeso ma sotto choc il conducente del mezzo pesante, un uomo di 52 anni.


Chi erano le vittime dell’incidente sulla statale 121

I due soccorritori lavoravano per l’associazione Madonie Soccorso Onlus, realtà impegnata nel trasporto sanitario, con sede a Campofelice di Roccella e una base operativa a Palermo.

Stavano svolgendo un servizio ordinario, uno dei tanti viaggi silenziosi che ogni giorno tengono in piedi il sistema sanitario territoriale. Un viaggio routine, diventato tragedia.

La paziente, Giovanna Oddo, era una donna di 95 anni dializzata, prelevata a Villafrati per essere accompagnata all’ospedale di Palermo.


Scontro con un camion: dinamica ancora da chiarire

L’impatto è avvenuto lungo la statale 121, un’arteria spesso segnalata per la pericolosità e già teatro di numerosi incidenti mortali. L’automedica si è scontrata frontalmente con un furgone della società Acqua Fonte di Altavilla, diretto verso Agrigento.

La polizia stradale di Lercara Friddi sta conducendo le indagini per accertare le responsabilità e ricostruire la dinamica dell’incidente. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, il personale del 118, l’Anas e i vigili del fuoco.

Per consentire i rilievi, la corsia in direzione Agrigento è stata temporaneamente chiusa, con uscita obbligatoria a Misilmeri e percorsi alternativi predisposti.


Traffico bloccato e statale paralizzata

La tragedia ha causato il blocco della circolazione sulla statale, con lunghe code e rallentamenti. È stato istituito un senso unico alternato nel tratto interessato e un percorso alternativo tramite la strada provinciale 77.

Ancora una volta, la Palermo-Agrigento si conferma una delle arterie più critiche della Sicilia, con infrastrutture spesso contestate e sicurezza stradale al centro delle polemiche.


Il dolore del mondo del soccorso e i messaggi sui social

La notizia ha scosso profondamente il mondo sanitario siciliano. Riccardo Castro, presidente della Seus, ha espresso il cordoglio per la morte dei due operatori:

“Un grave lutto per la grande famiglia del soccorso siciliano, sempre in prima linea con grande spirito di sacrificio e professionalità”.

Sui social, colleghi e amici hanno ricordato Lo Giudice e Badalamenti con messaggi carichi di emozione, sottolineandone l’umanità, la dedizione e la disponibilità verso i pazienti. “Oggi il mio cuore è colmo di dolore. La perdita di mio cugino ci lascia un vuoto immenso: lui che era sempre sorridente, positivo, capace di portare luce anche nei momenti più difficili” – il commosso ricordo della cugina di Lo Giudice su Facebook.


Una statale già teatro di tragedie

Il tratto di strada dove è avvenuto l’incidente è noto per la sua pericolosità. In passato, altri scontri mortali hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza della Palermo-Agrigento, una arteria strategica ma spesso criticata per manutenzione e condizioni di guida.

La morte di due soccorritori in servizio e di una paziente fragile apre l’ennesima ferita in una Sicilia dove il soccorso sanitario territoriale è spesso affidato a operatori che lavorano in condizioni complesse e su infrastrutture non sempre all’altezza.


Indagini in corso: cosa rischia l’autista del camion

Il conducente del mezzo pesante, rimasto illeso, è sotto choc. La polizia stradale dovrà stabilire se vi siano responsabilità penali nello scontro, analizzando velocità, condizioni della strada e dinamica dell’impatto.

Le registrazioni, i rilievi e le testimonianze saranno fondamentali per chiarire se si tratti di una fatalità o di un errore umano.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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