Andrea Semio si è confrontato a Quarto Grado con gli opinionistiAndrea Sempio

Tra sospetti, sfiducia e attesa per l’interrogatorio: cosa emerge dagli atti depositati

Mentre la difesa prepara le prossime mosse e si avvicina il momento in cui dovrà comunicare se Andrea Sempio accetterà o meno di essere interrogato, emergono nuovi elementi dagli atti dell’inchiesta sul delitto di Garlasco.

Secondo quanto riportato da documenti depositati dopo la chiusura delle indagini e resi noti in queste ore, nelle intercettazioni attribuite a Andrea Sempio compaiono parole molto dure rivolte all’autorità giudiziaria che sta conducendo gli accertamenti.

Si tratta di conversazioni che, secondo la ricostruzione riportata, risalgono al 21 marzo 2025.

Al centro dello sfogo emergerebbe una forte sfiducia rispetto all’esito dell’inchiesta.

“Stra-corrotti”: il contenuto delle conversazioni finite agli atti

Nelle conversazioni intercettate, Sempio avrebbe espresso il convincimento che il procedimento fosse già indirizzato verso una conclusione sfavorevole.

Tra le frasi riportate negli atti compaiono riferimenti ai magistrati che si stanno occupando dell’indagine, descritti con espressioni fortemente critiche e offensive. Come emerge dai brogliacci dei carabinieri di Milano e diffusi da Repubblica sarebbero «stra-corrotti», il processo sarebbe già «pilotato», e dietro le quinte si muoverebbero «cose strane» che lui non riesce a spiegarsi fino in fondo.

Sempre secondo quanto emerge dalle trascrizioni, l’indagato avrebbe parlato di una situazione che ai suoi occhi appariva già segnata, sostenendo di vedere dinamiche che non riusciva a spiegarsi.

In uno dei passaggi riportati, il ragionamento sembrerebbe collegare le future decisioni processuali all’idea che il percorso fosse già orientato.

Si tratta però di valutazioni personali attribuite all’indagato e non di elementi accertati.

Il riferimento ai legali di Stasi e il passaggio sulla giudice

Nelle stesse conversazioni emergerebbero anche riferimenti a Stasi ed al suo legale. Secondo la ricostruzione pubblicata, Sempio avrebbe riportato all’amica alcune valutazioni sul clima attorno all’indagine.

È l’amica a sollevare il tema: e l’avvocato di Stasi, conosce «questi qua»? Fanno le cose «con conoscenze»? Sempio non nega, anzi alimenta il ragionamento: «Ci son troppe cose strane sotto… troppe, robe strane».

Compare anche un riferimento alla giudice che si è occupata dell’incidente probatorio.

In un primo momento il giudizio riportato sarebbe stato molto duro, salvo poi una successiva precisazione dello stesso Sempio, che avrebbe corretto il tono riconoscendo correttezza nell’operato della magistrata.

Ora il nodo è un altro: accetterà di parlare con la Procura?

Al di là del contenuto delle intercettazioni, il punto che nelle prossime ore potrebbe diventare centrale resta uno.

Ad Andrea Sempio restano pochi giorni per comunicare se accetterà di presentarsi davanti ai magistrati della Procura di Pavia.

Una scelta che potrebbe incidere sulla strategia difensiva e sul prosieguo dell’inchiesta.

Parallelamente, la difesa continua a preparare memorie e consulenze per contestare il quadro accusatorio.

Il nuovo filone sul delitto di Garlasco, intanto, continua ad allargarsi oltre il piano strettamente investigativo: da una parte gli atti giudiziari, dall’altra il peso crescente delle parole che emergono fuori dalle aule.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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