Michal OksinskiMichal Oksinski

Disegnava uomini impiccati e immaginava un attacco alla scuola: Michal Oksinski ha ucciso anche i genitori e la sorella di 21 anni

«Era piuttosto silenzioso, inavvicinabile e quando parlava era strano». È il ritratto che gli ex compagni di scuola fanno di Michal Oksinski, il ventiquattrenne indicato dalla stampa polacca come responsabile della strage di Cracovia. Un ragazzo che, secondo i racconti raccolti dai media locali, manifestava già durante l’adolescenza un interesse ossessivo per la guerra e le armi. Alcuni episodi, ripensati oggi dopo la tragedia, assumono un significato inquietante.

La sparatoria nel centro della città polacca, dove sono morte sei persone e altre sono rimaste ferite, non sarebbe stata l’unica scena di violenza attribuita al giovane. Nella sua abitazione a Ostrowiec Swietokrzyski, località a circa 190 chilometri da Cracovia, sono stati infatti trovati i corpi senza vita dei genitori e della sorella. Le tre vittime, rispettivamente di 52, 51 e 21 anni, presentavano ferite provocate da colpi d’arma da fuoco. La polizia ha confermato che si trattava dei familiari del sospettato.

I disegni degli uomini impiccati e l’attacco immaginato a scuola

A raccontare alcuni comportamenti del ventiquattrenne sono stati i suoi ex compagni di classe, intervistati dalle testate polacche. Una donna ha ricordato a Radio Eska un episodio avvenuto durante una lezione: Oksinski disegnava uomini impiccati oppure una persona che entrava in un edificio impugnando una pistola.

Quando gli venne chiesto che cosa stesse rappresentando, avrebbe spiegato che si trattava di un attacco alla scuola e che il personaggio armato era proprio lui. «Ci siamo detti che un giorno avrebbe sicuramente ucciso qualcuno», ha raccontato l’ex compagna, ricordando che all’epoca quelle parole erano state accolte quasi come una battuta. «Scherzavamo, ma non c’è niente da ridere».

Un altro episodio risalirebbe al periodo della didattica a distanza: il ragazzo si sarebbe collegato alla lezione indossando una maschera antigas. I compagni lo consideravano strano, ma nessuno, almeno stando alle testimonianze, avrebbe immaginato che potesse arrivare a compiere una strage.

La passione per gli argomenti militari era uno dei pochi temi sui quali diventava particolarmente loquace. Aveva frequentato un istituto professionale per diventare meccanico e lavorava come tornitore. Secondo chi lo conosceva da ragazzo, durante le lezioni interveniva soprattutto quando si parlava di storia e di guerra.

Undici armi tra la casa e l’auto, aveva una licenza per il fucile

Le indagini hanno portato alla luce anche la disponibilità di un consistente arsenale. Nella casa del sospettato gli investigatori hanno sequestrato sette armi da fuoco e le relative munizioni. Considerando anche quelle recuperate nella Subaru nera utilizzata a Cracovia, il totale delle armi riconducibili al giovane e ai suoi familiari sale a undici.

Per la sparatoria avrebbe utilizzato un fucile semiautomatico AR-15, per il quale disponeva di una licenza. Oksinski frequentava infatti un poligono di tiro insieme al padre. Non risultava appartenere alle forze armate, anche se durante l’attacco indossava un equipaggiamento di tipo militare: elmetto, maschera e giubbotto antiproiettile.

Un particolare che si aggiunge al quadro ricostruito dagli investigatori, mentre resta da chiarire come il giovane sia entrato in possesso delle diverse armi e quale fosse il ruolo dei familiari nella loro disponibilità.

L’ipotesi dell’estremismo di destra e l’inchiesta per terrorismo

Il ministro dell’Interno polacco, Marcin Kierwinski, ha riferito che il ventiquattrenne avrebbe avuto idee radicali e ultranazionaliste. Secondo le prime valutazioni delle autorità, sarebbe stato affascinato dall’ideologia di estrema destra. Si tratta di una pista investigativa sul possibile movente, ancora da verificare e approfondire.

La polizia ha precisato che il giovane non aveva precedenti penali e non era conosciuto alle forze dell’ordine. Non risultavano neppure segnalazioni precedenti di spari o episodi di violenza nell’appartamento in cui viveva con la famiglia.

La ricostruzione dell’attacco indica che Oksinski avrebbe raggiunto in auto la zona centrale di Cracovia intorno alle 15, aprendo il fuoco contro le persone presenti nella piazza e nelle strade vicine. Dopo l’intervento delle pattuglie, sarebbe fuggito a bordo di una Subaru nera, fino allo scontro con un altro veicolo a un incrocio. A quel punto sarebbe sceso dall’auto e avrebbe sparato contro due agenti. Uno dei poliziotti, nonostante le ferite, è riuscito a fermarlo.

Colpito più volte dagli agenti e sottoposto a un intervento chirurgico, il ventiquattrenne risulta ancora in condizioni critiche, sotto custodia in ospedale.

La Procura nazionale polacca ha avviato un’indagine per l’uccisione delle sei persone e il tentato omicidio di numerose altre, compresi agenti di polizia, qualificando i fatti come un possibile reato terroristico. Le autorità stanno ora cercando di ricostruire il percorso del sospettato, le ragioni della violenza e ciò che è accaduto nell’abitazione di famiglia prima della strage.

Di Renato Valdescala

Renato Valdescala: esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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