Il 35enne ha incontrato la stampa insieme ai suoi avvocati
Dopo quasi due anni trascorsi tra carcere e processo, Louis Dassilva torna a parlare pubblicamente. Lo fa da uomo libero, poche ore dopo l’assoluzione nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, durante una conferenza stampa organizzata nello studio dei suoi difensori, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi.
Nessuna domanda concessa ai giornalisti. Solo alcune dichiarazioni preparate, cariche di emozione e gratitudine.
“Grazie a chi in questi mesi mi ha sostenuto con messaggi, lettere e affetto. Voglio restare in Italia. È un Paese che mi piace, è il mio sogno e non voglio andare via”.
Parole che segnano l’inizio di una nuova fase della vita del 35enne senegalese, assolto dalla Corte d’Assise di Rimini dall’accusa di aver ucciso l’anziana pensionata nel garage di via del Ciclamino.
Il ringraziamento alle mogli e il viaggio in Senegal
Tra i passaggi più significativi dell’intervento di Dassilva c’è il riferimento alle persone che gli sono rimaste accanto durante la detenzione.
“Ringrazio le mie mogli perché se ho avuto pazienza è grazie a loro”.
Appena possibile, spiegano i suoi legali, Dassilva volerà in Senegal per riabbracciare la compagna e i due figli che non vede da tempo. Un viaggio temporaneo, però.
L’intenzione è quella di tornare in Italia e ricostruire qui la propria vita.
“Ho sempre aspettato l’assoluzione”
Il momento più forte arriva quando Dassilva torna sulla sentenza.
“Sono molto contento e felice che la Corte abbia capito che non c’entro niente con questa faccenda. Ho cercato e aspettato l’assoluzione”.
Parole che fotografano il clima vissuto nelle ore precedenti al verdetto, arrivato dopo oltre 16 ore di camera di consiglio.
Secondo i suoi difensori, il loro assistito non ha mai smesso di credere in un esito favorevole.
Gli avvocati: “Due anni della sua vita sono stati annullati”
Durante l’incontro con la stampa, gli avvocati Fabbri e Guidi hanno ripercorso le tappe dell’inchiesta e del processo.
Per Andrea Guidi il prezzo pagato da Dassilva resta comunque altissimo.
“Due anni della sua vita sono stati annullati. È stata una vita sospesa”.
Il legale ha inoltre sottolineato come il suo assistito abbia affrontato la detenzione con grande equilibrio, superando momenti particolarmente difficili.
Le cinque piste alternative indicate dalla difesa
Uno dei temi affrontati durante la conferenza stampa riguarda le cosiddette piste investigative alternative che, secondo la difesa, non sarebbero state approfondite a sufficienza.
Gli avvocati hanno elencato alcuni elementi che ritengono rilevanti:
- il capello trovato nella bocca della vittima;
- la macchia di sangue nel garage di Manuela Bianchi;
- il rumore di una porta registrato alle 22.14;
- il Dna rinvenuto sul lembo della gonna strappata di Pierina;
- gli approfondimenti sui telefoni cellulari.
I difensori hanno però precisato di non voler indicare pubblicamente alcun possibile responsabile.
“Non siamo noi a dire quale sia la pista alternativa. Abbiamo un’idea, ma ciò che conta è l’attività della Procura e le valutazioni dei giudici”.
La battaglia giudiziaria non è finita
Nonostante l’assoluzione, la vicenda processuale potrebbe non essere conclusa.
L’avvocato Riario Fabbri ritiene probabile un’impugnazione da parte della Procura.
“Questa è una pronuncia importantissima ma parziale. La partita si chiuderà probabilmente in Cassazione”.
Nel frattempo Dassilva cercherà di riprendere in mano la propria esistenza. Sulla scelta del bianco. “Un abito candido di una persona che spera in un risultato positivo”.
Nuova casa e addio a via del Ciclamino
Una cosa appare già certa: non tornerà a vivere nel complesso residenziale dove si è consumato il delitto di Pierina Paganelli.
I suoi legali hanno confermato che troverà una nuova abitazione e inizierà lontano dal Villaggio San Martino una nuova fase della sua vita.
Da uomo libero.

