Makala Pendley con i suoi 7 figliMakala Pendley con i suoi 7 figli

La tragica fine di Makala Pendley dopo mesi di ricerche, i bambini sono stati ritrovati vivi, l’uomo rischia fino a 100 anni di carcere

Per oltre tre mesi familiari, amici e autorità hanno cercato di capire che fine avesse fatto. La speranza era quella di ritrovare viva Makala Pendley, madre americana di 30 anni scomparsa insieme ai suoi sette figli. Invece la vicenda si è conclusa nel modo più drammatico.

La donna è stata trovata morta in un fossato nello Stato del Chiapas, nel sud del Messico. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, era anche incinta di sei mesi.

Una scoperta che ha sconvolto la famiglia e che ha portato all’arresto del compagno, oggi indicato come principale responsabile dell’omicidio.

Il corpo trovato dopo mesi di mistero

Il ritrovamento è avvenuto in un villaggio del Chiapas.

Secondo le informazioni diffuse dagli investigatori, la donna sarebbe stata vittima di una brutale aggressione. Gli esami medico-legali hanno stabilito che la morte è stata provocata da un grave trauma cranico conseguente a un violento impatto.

La sorella della vittima ha raccontato che la famiglia è stata informata dalle autorità delle terribili condizioni in cui il corpo sarebbe stato rinvenuto.

Dettagli che hanno reso ancora più dolorosa una vicenda già segnata da mesi di angoscia e incertezza.

La fuga in Messico e la scomparsa

Makala Pendley era stata segnalata come scomparsa il 25 febbraio insieme ai suoi sette figli.

Secondo la ricostruzione emersa nelle indagini, la donna avrebbe lasciato gli Stati Uniti dirigendosi in Messico insieme al compagno Joseph Jude Butler Jr. e ai bambini.

Dietro quella decisione ci sarebbe stato il timore di perdere l’affidamento dei figli.

Da quel momento, però, della famiglia si erano perse quasi completamente le tracce.

I sette figli ritrovati vivi

In mezzo a una storia drammatica emerge almeno una notizia positiva.

Le autorità messicane hanno infatti ritrovato i sette bambini vivi e in buone condizioni di salute nella zona di San Cristóbal de las Casas.

I minori, di età compresa tra un anno e dodici anni, sono stati immediatamente presi in carico dai servizi competenti.

La loro sorte aveva alimentato una fortissima preoccupazione anche negli Stati Uniti, dove il caso era seguito con crescente apprensione.

Arrestato il compagno della donna

Le indagini si sono concentrate sul compagno della vittima.

Joseph Jude Butler Jr. è stato arrestato e la Procura messicana ha annunciato di voler chiedere la pena massima prevista per il reato contestato.

Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe alle spalle numerosi precedenti per reati che comprendono rapina, frode, aggressione e stupro.

Su di lui risultava inoltre pendente un mandato di cattura emesso in Alaska.

Gli inquirenti stanno ora ricostruendo gli ultimi mesi trascorsi dalla coppia in Messico per chiarire ogni dettaglio della vicenda.

Una relazione segnata da tensioni e violenze

Secondo quanto riferito dai familiari, il rapporto tra Makala Pendley e Butler sarebbe stato caratterizzato da frequenti momenti di conflitto.

La sorella della donna ha parlato di una relazione difficile e tormentata, iniziata quando Makala era ancora molto giovane.

Nel corso degli anni sarebbero inoltre emersi episodi che avevano richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Elementi che oggi vengono analizzati dagli investigatori per comprendere il contesto nel quale sarebbe maturato il delitto.

Il dolore della famiglia

La notizia della morte della giovane madre ha devastato i parenti.

La sorella ha affidato ai social parole cariche di dolore, spiegando che la perdita lascerà un vuoto impossibile da colmare.

Per mesi aveva sperato di poter riabbracciare Makala e riportarla a casa insieme ai suoi figli.

La speranza si è infranta davanti alla tragica scoperta avvenuta nel sud del Messico.

Adesso resta il dolore di una famiglia distrutta e la ricerca della verità su una vicenda che, partita come una misteriosa scomparsa, si è trasformata in uno dei casi di cronaca più drammatici delle ultime settimane.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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