Il cavallo è deceduto durante la Cavalcata dei Re MagiIl cavallo è deceduto durante la Cavalcata dei Re Magi

Presentato esposto per quanto accaduto durante la Cavalcata dei Re Magi

La morte di un cavallo durante la tradizionale Cavalcata dei Re Magi a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, ha riacceso il dibattito sul corretto utilizzo degli animali nelle manifestazioni pubbliche. L’Ente Nazionale Protezione Animali ha annunciato la presentazione di un formale esposto per accertare eventuali violazioni delle norme e responsabilità penali o civili. L’animale, impiegato per addestrare una carrozza lungo il percorso della manifestazione, è improvvisamente scivolato sull’asfalto in via Atzori ed è deceduto poco dopo nonostante i tentativi di soccorso.


L’esposto dell’Enpa e l’attivazione dell’ufficio legale

Secondo quanto riportato in una nota, la Sezione Enpa di Salerno ha ricevuto le segnalazioni relative all’accaduto e le ha trasmesse all’Enpa nazionale. L’ufficio legale dell’ente, attraverso l’avvocato Claudia Ricci, è stato attivato per verificare se le norme vigenti sulle manifestazioni con impiego di animali siano state rispettate, e se siano stati effettuati i controlli più stringenti previsti in caso di utilizzo di equini. L’obiettivo è accertare eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti nell’organizzazione della Cavalcata dei Re Magi.


Il drammatico episodio

Il cavallo, utilizzato per addestrare una carrozza, è scivolato sull’asfalto mentre percorreva via Atzori, all’interno del percorso della manifestazione. Nonostante il tempestivo intervento dei presenti e i soccorsi veterinari attivati nelle ore successive, l’animale è morto poco dopo l’incidente. La dinamica dell’episodio, anche se apparentemente accidentale, pone questioni precise sulle condizioni di sicurezza e sul rispetto delle normative che regolano l’uso degli animali in eventi pubblici.


Le parole dell’Enpa

«La morte di questo cavallo è una ferita che non può lasciarci indifferenti», afferma l’Enpa. «Non si può parlare di fatalità quando un animale viene fatto sfilare su strade asfaltate, potenzialmente scivolose, in mezzo alla folla e al rumore di una manifestazione pubblica. È doveroso verificare se siano state garantite tutte le condizioni di sicurezza e tutela». L’ente sottolinea la necessità di controlli più severi e di valutazioni veterinarie preventive, così da evitare tragedie che, secondo la normativa attuale, potrebbero essere prevenute.


Il dibattito sull’uso degli animali nelle manifestazioni

L’episodio riapre un dibattito ormai consolidato sul ruolo degli animali nei contesti pubblici. L’Enpa ribadisce la propria contrarietà all’impiego di equini in manifestazioni che si svolgono su pavimentazioni non idonee e in condizioni di forte stress, sottolineando come tali eventi possano esporre gli animali a rischi evitabili. «Queste manifestazioni dovrebbero essere affidate agli esseri umani», prosegue l’ente. «Troppo spesso gli animali vengono utilizzati come strumenti di intrattenimento, a discapito del loro benessere, per mantenere tradizioni che potrebbero e dovrebbero essere ripensate».


Sicurezza, controlli e norme vigenti

Le indagini e l’esposto dell’Enpa puntano a verificare diverse criticità: le condizioni del percorso, l’adeguatezza delle pavimentazioni, la presenza di barriere di sicurezza, la gestione del rumore e del traffico, e l’effettiva applicazione delle normative attuali che prevedono standard di tutela elevati per la prevenzione di incidenti. Ogni elemento sarà oggetto di analisi, con particolare attenzione ai protocolli di sorveglianza e alle autorizzazioni rilasciate dagli enti locali per l’organizzazione dell’evento.


Verso una maggiore tutela degli equini

L’Enpa chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto e sottolinea come episodi simili non possano essere considerati inevitabili. L’attenzione dell’ente si concentra su misure preventive, controlli veterinari e valutazioni dettagliate dei rischi legati all’impiego di animali nelle manifestazioni pubbliche. L’obiettivo è proteggere il benessere degli equini e garantire che tradizioni e spettacoli possano svolgersi senza mettere a rischio la vita degli animali.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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