L’ex presidente rompe il silenzio sulla prima Ferrari elettrica
La prima Ferrari completamente elettrica era destinata a far parlare. Ma probabilmente a Maranello nessuno si aspettava un giudizio tanto duro da parte di uno degli uomini che più hanno segnato la storia recente del marchio.
A incendiare il dibattito è stato Luca Cordero di Montezemolo, storico ex presidente della casa di Maranello, che ha commentato senza troppi giri di parole il debutto della nuova Ferrari Luce, il primo modello 100% elettrico del Cavallino presentato ufficialmente a Roma.
«Se dovessi dire quello che penso dovrei dire cose molto spiacevoli. Preferisco non commentare. Spero che qualcuno tolga il Cavallino da quella macchina».
Una frase che nel giro di poche ore ha acceso una vera e propria discussione tra appassionati, addetti ai lavori e osservatori del settore.
🚨 | Luca Cordero di Montezemolo on the new Ferrari Luce:
— La Gazzetta Ferrari (@GazzettaFerrari) May 26, 2026
"If I said what I really think, I'd harm Ferrari. We're risking the destruction of a myth, I'm very sorry about that. I hope they at least remove the Prancing Horse from that car" pic.twitter.com/CdqD5mGFuN
Perché la Ferrari Luce è una svolta storica per Maranello
La Ferrari Luce non è semplicemente un nuovo modello.
Per la prima volta nella sua storia, il marchio di Maranello entra ufficialmente nell’era della trazione completamente elettrica con una vettura sviluppata internamente per piattaforma, motori e batteria. Ferrari parla di oltre 60 tecnologie brevettate e di un progetto pensato per mantenere emozione e prestazioni anche senza il tradizionale motore termico.
Il modello è stato presentato alla Vela di Calatrava di Roma in un evento aperto al pubblico, scelta senza precedenti nella storia del marchio.
La vettura si presenta con numeri da supercar:
- oltre 1.000 cavalli
- accelerazione 0-100 in circa 2,5 secondi
- architettura elettrica dedicata
- autonomia superiore ai 500 chilometri secondo le stime diffuse
Eppure non sono i dati tecnici ad aver monopolizzato il dibattito.
Design, prezzo e identità: perché il pubblico si sta dividendo
La vera discussione riguarda soprattutto un’altra domanda: una Ferrari può essere ancora Ferrari senza il rombo e con un’estetica così diversa?
La Luce è stata sviluppata anche con il contributo dello studio LoveFrom, guidato dagli ex designer Apple Jony Ive e Marc Newson, scelta che ha portato linee molto distanti dall’immaginario tradizionale del Cavallino.
Ed è proprio qui che si concentra gran parte delle critiche.
Secondo Federcarrozzieri, che ha raccolto reazioni e commenti degli automobilisti, il nuovo modello starebbe generando più perplessità che entusiasmo.
«Dal design al prezzo la Ferrari Luce sembra scontentare un po’ tutti», ha dichiarato il presidente Davide Galli, sostenendo che una parte del pubblico percepisca il progetto come lontano dalla tradizione del marchio.
Anche il prezzo stimato – intorno ai 550 mila euro per il mercato europeo – ha contribuito ad alimentare il dibattito.
Da Salvini a Montezemolo: il fronte dei critici si allarga
Le parole di Montezemolo non sono rimaste isolate.
Anche il vicepremier Matteo Salvini ha commentato duramente il nuovo modello sui social.
«Elettrica, costosissima e dal punto di vista estetico si commenta da sola. Sembra tutto fuorché un’auto del Cavallino».
Parole che fotografano bene il clima attorno a un’auto destinata probabilmente a diventare uno spartiacque.
Non è solo una macchina: è una scommessa sul futuro della Ferrari
Dietro le polemiche c’è una domanda molto più grande di una semplice scheda tecnica.
Per decenni Ferrari ha costruito il proprio mito su motore, suono, emozione meccanica e tradizione.
Con Luce il marchio tenta invece una trasformazione che punta a parlare anche a una nuova generazione di clienti senza rinunciare alle prestazioni. Ferrari stessa ha chiarito che il modello elettrico sarà un’aggiunta alla gamma e non una sostituzione delle vetture termiche e ibride.
Ma dopo la frase di Montezemolo una cosa appare già evidente: il vero test non sarà nei dati di accelerazione.
Sarà capire se gli appassionati accetteranno di chiamarla ancora Ferrari.

