Da sinistra Simona Hirsch, Emiliano Milza e Franka LudwigDa sinistra Simona Hirsch, Emiliano Milza e Franka Ludwig

Un delitto pianificato nei minimi dettagli per incassare oltre tre milioni di euro

Secondo la ricostruzione della Procura di Firenze, quello che inizialmente sembrava un tragico incidente stradale sarebbe in realtà un omicidio volontario premeditato, orchestrato con freddezza e metodo per incassare un ingente premio assicurativo. Per la morte di Franca Ludwig, 52 anni, sono stati fermati Emiliano Milza, 52 anni, e Simona Hirsch, 59 anni.

L’uomo, compagno della vittima, avrebbe ideato e pianificato l’omicidio; l’amica sarebbe stata invece l’esecutrice materiale. Il movente, per gli inquirenti, è chiaro: incassare polizze assicurative sulla vita della donna per oltre tre milioni di euro.


Dal presunto incidente alla svolta investigativa

Il corpo di Franca Ludwig venne trovato la mattina del 2 luglio lungo la strada sterrata “Del Castagno”, in un’area boschiva del monte Falterona, nel comune di San Godenzo, in provincia di Firenze. Le profonde ferite alla testa e a un arto avevano inizialmente fatto ipotizzare un incidente stradale.

Ma l’autopsia, insieme a oltre 140 testimonianze raccolte, ha progressivamente smontato quella versione. Le lesioni non risultavano compatibili con una semplice caduta o con l’investimento accidentale di un veicolo. Da qui la svolta: una messinscena costruita a tavolino.


Il rapporto, la manipolazione e il figlio come strumento

Secondo l’accusa, Milza aveva conosciuto la vittima nel 2016. Da allora l’avrebbe progressivamente manipolata e isolata, fino a convincerla a concepire un figlio tramite ovodonazione eterologa, nato nel 2025. Anche questo passaggio, per la Procura, rientrerebbe in una strategia di controllo e sfruttamento economico.

Appena un mese dopo la nascita del bambino, l’uomo avrebbe stipulato cinque polizze assicurative sulla vita di Franca Ludwig, pagando la prima rata semestrale e inserendo una clausola di triplicazione dell’indennizzo in caso di morte per incidente stradale.


La dinamica dell’omicidio: farmaci, pietre e auto

La mattina del delitto, durante un soggiorno turistico organizzato con il coinvolgimento dei genitori della vittima, Milza avrebbe convinto la donna a fare una passeggiata nei boschi insieme alla complice. Prima, però, le avrebbe somministrato di nascosto una massiccia dose di benzodiazepine, riducendola in uno stato di semi-incoscienza.

A quel punto l’uomo si sarebbe allontanato, lasciando l’esecuzione alla Hirsch. Quest’ultima, secondo gli inquirenti, avrebbe trasportato la vittima in auto, l’avrebbe abbandonata sul ciglio della strada, colpendola ripetutamente alla testa con una grossa pietra e poi sormontandola con il veicolo, per simulare un investimento.


Il ruolo del consulente e le indagini in corso

Milza si sarebbe inoltre avvalso della collaborazione di un consulente del lavoro fiorentino, indagato per concorso in frode assicurativa. Il professionista avrebbe aiutato l’uomo a individuare le compagnie e gli agenti assicurativi più adatti.

Su ordine del pm Andrea Cusani, i carabinieri del Nucleo investigativo di Firenze e della Compagnia di Pontassieve hanno eseguito perquisizioni domiciliari, informatiche e sequestri di documentazione, ora al vaglio degli inquirenti.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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