Giacomo Canale e Pier Silvio BerlusconiGiacomo Canale e Pier Silvio Berlusconi

Respinto definitivamente il ricorso di Giacomo Canale, che reclamava compensi per straordinari, riposi non goduti e danni psicofisici

Si chiude con una nuova sconfitta giudiziaria la lunga battaglia di Giacomo Canale, ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi, che aveva chiesto oltre 680mila euro per presunti straordinari non retribuiti, riposi non goduti e danni psicofisici. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il suo ricorso, confermando quanto già stabilito dalla Corte d’Appello di Genova.

La decisione, contenuta nell’ordinanza numero 28099/2026 pubblicata il 29 ottobre, mette un punto alla controversia sulle richieste economiche avanzate dall’ex dipendente. La Suprema Corte ha esaminato i cinque motivi presentati dalla difesa: quattro sono stati dichiarati inammissibili e il quinto è stato giudicato infondato.

Non soltanto le pretese economiche non sono state accolte: Canale è stato anche condannato a pagare le spese legali del giudizio di Cassazione, quantificate in 4.500 euro, oltre agli esborsi e agli accessori previsti dalla legge.

La turnazione di quattro giorni e l’indennità già prevista

Tra gli aspetti decisivi presi in considerazione dai giudici c’è stata la stessa ricostruzione fornita da Canale durante il procedimento. Per gran parte del rapporto di lavoro, l’ex cuoco aveva dichiarato di prestare servizio dal giovedì alla domenica, mentre negli altri giorni la cucina era affidata a un’altra cuoca.

Un’organizzazione dei turni che, secondo la valutazione della Corte, risultava compatibile con il regolare godimento dei riposi. Non è stato quindi riconosciuto il presupposto per le ulteriori somme richieste a titolo di giornate di riposo non fruite.

Un altro elemento determinante riguarda la struttura della retribuzione. Nell’ordinanza viene evidenziato che il compenso riconosciuto al lavoratore comprendeva già un’indennità forfettaria destinata a coprire gli straordinari e gli eventuali mancati riposi. Una circostanza che ha contribuito al rigetto delle richieste economiche.

Una causa persa in tutti i gradi di giudizio

Il percorso giudiziario si era già concluso negativamente per Canale davanti al Tribunale e successivamente in Corte d’Appello. Anche il tentativo di ottenere una revisione della decisione attraverso un procedimento per revocazione non aveva prodotto il risultato sperato.

Con l’ultimo pronunciamento della Cassazione viene confermato il rigetto delle pretese avanzate nei confronti della parte datoriale. La decisione della Suprema Corte rende definitiva la conclusione della controversia sul piano giudiziario.

Per l’ex cuoco arriva inoltre una nuova condanna alle spese: i 4.500 euro liquidati per l’ultimo procedimento si aggiungono agli importi dovuti per i precedenti giudizi, secondo quanto stabilito nei rispettivi provvedimenti.

Le somme recuperate saranno devolute in beneficenza

C’è infine un aspetto che accompagna la conclusione della vicenda. Secondo quanto si apprende, le somme recuperate a titolo di spese legali, sia per l’ultimo pronunciamento sia per i procedimenti precedenti, saranno interamente destinate alla beneficenza.

I fondi verranno devoluti ad associazioni del territorio di Viareggio, città in cui risiede Canale. Una scelta che accompagnerà la chiusura di una controversia giudiziaria durata a lungo e che, dopo il pronunciamento della Cassazione, non lascia più spazio a ulteriori impugnazioni ordinarie.

Di Redazione

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