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Rave party nel lodigiano: in 700 a Maleo dove i residenti sono allarmati per un focolaio Covid e per i casi di variante Delta

Un rave party a Maleo, nel lodigiano, con 700 ragazzi che hanno invaso il comune dove da giorni il Covid è tornato a far paura con dieci e tre contagiati da variante Delta. La località si trova a 6,5 chilometri da Codogno, il comune dove scoppiò il primo focolaio di coronavirus nel febbraio 2020.  I giovani sono arrivate a gruppi sabato 26 giugno soprattutto dal nord Italia dalla mezzanotte e alcuni partecipanti sono rimasti a Maleo anche fino alla domenica pomeriggio.

La festa nell’ex cava Geroletta senza distanziamento e mascherine

La festa abusiva si è svolta nell’ex cava Geroletta dove negli anni ’90 era stata anche messa a segno un’operazione antinquinamento delle forze dell’ordine che avevano scoperto scarti di fonderia, contenenti anche alluminio, gettati lì illegalmente. I partecipanti hanno spaccato recinzioni e lucchetti e hanno dato il via alla festa con camion con a bordo casse acustiche e materiale per l’illuminazione dell’area ma anche per la vendita di alcol.

Preoccupazione tra i residenti che hanno manifestato la loro preoccupazione sui social con numerosi commenti al post pubblicato dal sindaco Dante Sguazzi che ha cercato in ogni modo di mediare con i partecipanti che, però, non hanno voluto annullare il rave precisando che tutti si erano sottoposti a tamponi e che, comunque, nessuno aveva problematiche legate al Covid.

La rabbia dei residenti: ‘Non vogliamo ritrovarci in zona rossa’

Il party si è svolto senza distanziamento e mascherine. C’è anche chi ha denunciato atti di vandalismo e chi ha manifestato la propria preoccupazione per lo stato in cui verrà lasciata la zona dove i 700 giovani hanno organizzato il rave. “Non vorrei ritrovarmi in zona rossa” – ha scritto una residente.

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