Riccardo GiobertoRiccardo Gioberto

Il giovane talento della mountain bike era rimasto gravemente ferito il 6 giugno durante una gara internazionale a La Molina, in Spagna

È morto dopo oltre due mesi di lotta Riccardo Gioberto, il 16enne di San Didero, in Val Susa, considerato una promessa della mountain bike e del downhill. Il giovane era rimasto gravemente ferito il 6 giugno, in seguito a una drammatica caduta durante una gara internazionale sul tracciato di La Molina, in Spagna.

Da quel giorno la sua famiglia ha vissuto una lunga e dolorosa battaglia, prima al fianco del ragazzo in Spagna e poi in Italia. Riccardo non si è mai risvegliato dal coma. Dopo le cure e gli interventi effettuati nell’ospedale nei pressi di Barcellona, all’inizio di agosto era stato trasferito in Italia con un trasporto sanitario aereo attrezzato e ricoverato al Regina Margherita di Torino.

Nelle scorse ore, però, le speranze si sono definitivamente spente.

La drammatica caduta durante la gara in Spagna

Riccardo Gioberto aveva dedicato gli ultimi anni della sua vita alla sua grande passione. Da circa quattro anni praticava mountain bike e downhill, disciplina nella quale si era distinto sui circuiti regionali e nazionali.

Il 6 giugno era impegnato in una gara internazionale a La Molina, località spagnola dove una caduta lo ha provocato gravissime lesioni. Le conseguenze dello schianto sono apparse immediatamente molto serie e il 16enne è stato trasportato in ospedale nella zona di Barcellona.

I medici hanno dovuto sottoporlo a due delicati interventi neurochirurgici, oltre a un lungo percorso di cure intensive. Le condizioni neurologiche erano estremamente gravi e, secondo quanto riferito alla famiglia, il ragazzo avrebbe riportato conseguenze cerebrali permanenti.

Per oltre due mesi, tuttavia, i suoi cari hanno continuato a sperare.

Il ritorno a Torino dopo la raccolta fondi

La famiglia di Riccardo, Sabrina e Massimo Gioberto, non ha mai smesso di stargli accanto. Per permettere il trasferimento del ragazzo in Italia e proseguire il percorso di cura più vicino a casa, era stata avviata anche una raccolta fondi online.

La risposta della comunità era stata importante. Decine di persone avevano contribuito economicamente e manifestato la propria vicinanza alla famiglia in un momento drammatico.

Il rientro è avvenuto nei primi giorni di agosto, con un trasporto sanitario attrezzato, consentendo a Riccardo di essere trasferito al Regina Margherita di Torino. Qui i medici hanno continuato a seguirlo, mentre in Val Susa amici, conoscenti e appassionati di ciclismo continuavano a sperare.

Quella speranza, purtroppo, non ha avuto l’esito che tutti aspettavano.

Il dolore di San Didero

La notizia della morte del giovane atleta ha colpito profondamente San Didero, il piccolo Comune della Val Susa dove Riccardo viveva.

Il sindaco Alberto Lorusso ha espresso il cordoglio dell’intera comunità, ricordando quanto fossero state numerose, nelle ultime settimane, le persone che avevano seguito con apprensione la vicenda del giovane.

«In momenti tristi come questo ogni parola è superflua e inutile», ha detto il primo cittadino, esprimendo alla famiglia le condoglianze a nome di tutta San Didero.

Una comunità che aveva sperato fino all’ultimo in un recupero e che ora si trova a fare i conti con una perdita difficile da accettare.

Il messaggio dei genitori: «Non eravamo soli»

Dopo la morte del figlio, i genitori hanno voluto rivolgere un ringraziamento a tutte le persone che li hanno sostenuti durante questi due mesi.

«Nel momento di immenso dolore per la perdita del nostro adorato Ricky, desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine a tutte le persone che ci sono state accanto», hanno fatto sapere attraverso i social.

Il pensiero è rivolto anche a chi ha partecipato alla raccolta fondi e a chi ha accompagnato la famiglia con una parola, una preghiera o un gesto di solidarietà.

«Il vostro sostegno ci ha dimostrato che non eravamo soli», hanno aggiunto Sabrina e Massimo, spiegando di voler conservare nel cuore quella vicinanza che ha accompagnato Riccardo e tutta la famiglia durante il lungo percorso seguito all’incidente.

Il ricordo del mondo del downhill

Anche il mondo del ciclismo piemontese si è stretto attorno alla famiglia. Riccardo era tesserato per il team Black Crew di Trento e negli ultimi quattro anni aveva affrontato con passione e dedizione le competizioni dei circuiti regionali e nazionali.

La stagione era iniziata con un risultato importante: il secondo posto nella gara regionale d’apertura a Caldirola, in provincia di Alessandria.

Un piazzamento che raccontava le qualità sportive di un ragazzo che aveva ancora davanti a sé una lunga strada da percorrere.

La Federciclismo piemontese ha espresso il proprio cordoglio attraverso il presidente Massimo Rosso, ricordando la prematura scomparsa del giovane atleta.

Riccardo avrebbe dovuto continuare a crescere sulle due ruote, inseguendo nuovi traguardi. Invece, quella caduta del 6 giugno ha interrotto troppo presto la sua corsa. Dopo oltre due mesi, la sua battaglia è finita, lasciando una famiglia e un’intera comunità strette nel dolore.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *