Il piccolo, nato da appena 24-48 ore, è stato trovato da un parrocchiano nella chiesa di San Gregorio Magno, alla Magliana.
Una busta di plastica appoggiata sotto un crocifisso, vicino all’altare. Dentro, un neonato di appena uno o due giorni di vita. È la drammatica scoperta fatta nel pomeriggio di oggi, intorno alle 16.30, da un parrocchiano nella chiesa di San Gregorio Magno, in piazza Certaldo, nella zona della Magliana, a Roma. L’uomo si è accorto che nel sacchetto abbandonato c’era un bambino e ha immediatamente chiesto aiuto, facendo scattare l’intervento dei soccorritori e delle forze dell’ordine.
Il piccolo, secondo le prime valutazioni sanitarie, sarebbe nato da circa 24-48 ore. Al momento del ritrovamento appariva in buone condizioni generali e non era in pericolo di vita. Una circostanza che ha permesso di affrontare con maggiore tranquillità la prima fase dell’assistenza, ma che non attenua la gravità di quanto accaduto.
La chiamata ai soccorsi e il trasferimento al San Camillo
Nella chiesa sono arrivati gli equipaggi dell’Ares 118, con l’Automedica Montagnola e l’ambulanza del CTO, insieme ai carabinieri della Stazione di Villa Bonelli e del Nucleo Radiomobile di Roma.
A prestare le prime cure al neonato sono stati il dottor Manuele Berlanda, le infermiere Erika Gioia e Claudia Di Carlo e l’autista Antonio Fusco. Dopo la valutazione iniziale e l’assistenza sul posto, il bambino è stato trasferito all’ospedale San Camillo-Forlanini, dove è stato sottoposto agli accertamenti necessari e ha ricevuto le cure previste.
L’Ares 118 ha successivamente diffuso una nota per ringraziare gli operatori coinvolti nell’intervento, sottolineando la tempestività e la professionalità dimostrate in una situazione particolarmente delicata. La direzione dell’azienda sanitaria ha evidenziato anche il valore dell’attenzione e dell’umanità con cui il personale ha assistito il piccolo.
Le immagini della chiesa: una donna incappucciata lascia il bambino
Intanto sono partite le indagini per ricostruire le circostanze dell’abbandono e individuare la persona che ha lasciato il neonato nella parrocchia. I carabinieri hanno esaminato le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza installate all’interno della chiesa.
Dai primi riscontri emergerebbe la presenza di una persona con il volto coperto da un cappuccio, verosimilmente una donna, mentre deposita la busta con il bambino sotto il crocifisso. Subito dopo, la figura si allontana, facendo perdere le proprie tracce.
Gli investigatori stanno ora acquisendo anche i filmati degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona di piazza Certaldo e nelle strade vicine. Le registrazioni potrebbero fornire elementi utili per ricostruire il percorso compiuto dalla persona prima di raggiungere la chiesa e dopo aver lasciato il piccolo.
Le verifiche sono affidate ai militari della Stazione di Villa Bonelli e del Nucleo Radiomobile. L’obiettivo è identificare la persona ripresa dalle telecamere e chiarire cosa sia accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento.
Il ringraziamento dell’Ares 118 agli operatori
Nel comunicato diffuso dopo l’intervento, la direzione dell’Ares 118 ha rivolto «il più sincero ringraziamento a tutti i professionisti che, con prontezza, competenza e grande senso di responsabilità , hanno assicurato un intervento tempestivo e un’assistenza attenta al neonato».
L’azienda ha inoltre sottolineato che il loro impegno testimonia «il valore del lavoro quotidiano degli operatori e la loro capacità di rispondere con umanità e professionalità anche alle situazioni più delicate».
Mentre il bambino resta affidato alle cure dei sanitari, proseguono gli accertamenti dei carabinieri. Le immagini della videosorveglianza rappresentano al momento un elemento centrale per dare un’identità alla persona che lo ha lasciato nella chiesa romana.

