Un risveglio improvviso nella notte dell’Epifania
La notte della Befana si è trasformata in un brusco risveglio per migliaia di residenti dell’area flegrea e di Napoli. Alle 3:23 del 6 gennaio, una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 ha fatto tremare la terra nei Campi Flegrei, uno dei complessi vulcanici più monitorati d’Europa. Il sisma, avvertito distintamente dalla popolazione, è stato seguito appena un minuto dopo da una replica di magnitudo 2.9, alimentando paura e preoccupazione.
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l’evento principale ha avuto un ipocentro a soli 2 chilometri di profondità e un epicentro a circa 5 chilometri da Pozzuoli, rendendo la scossa particolarmente percepibile nonostante la magnitudo moderata.
Dove è stato avvertito il sisma
La scossa è stata sentita chiaramente non solo a Pozzuoli, ma anche in numerosi quartieri dell’area occidentale di Napoli. Segnalazioni sono arrivate da Bagnoli, Pianura, Quarto e persino da zone collinari come Posillipo, dove molti residenti hanno riferito di aver avvertito vibrazioni e boati.
L’Ingv ha precisato che la replica di magnitudo 2.9 ha avuto un ipocentro leggermente più profondo, a circa 3 chilometri, confermando la natura bradisismica dell’evento. Non sono stati segnalati danni.
Sciame sismico e bradisismo: cosa sta accadendo ai Campi Flegrei
In precedenza era stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 alle 00:26. Lo sciame sismico rientra in una fase di intensificazione dell’attività bradisismica che da mesi interessa l’area flegrea. Nel corso della stessa giornata, infatti, sono state registrate cinque scosse complessive, con un evento significativo alle 4:42, di magnitudo 2, sempre con epicentro nel comune di Pozzuoli.
Il fenomeno del bradisismo, caratterizzato da lenti sollevamenti e abbassamenti del suolo, è noto agli esperti e alla popolazione locale, ma l’aumento della frequenza degli eventi sismici continua a destare attenzione e interrogativi.
Campi Flegrei, una zona sotto osservazione costante
I Campi Flegrei restano una delle aree più studiate al mondo per la loro complessità geologica. Il sollevamento del suolo registrato negli ultimi mesi e la sequenza di eventi sismici rientrano in un quadro che gli esperti definiscono “dinamico ma sotto controllo”.
La notte dell’Epifania, però, ha ricordato ancora una volta quanto il territorio sia fragile e quanto sia importante una comunicazione chiara e tempestiva tra istituzioni e cittadini.

