Il sindaco di Crans MontanaIl sindaco di Crans Montana

Le ammissioni del sindaco e un’indignazione che sale

Un’ammissione che pesa come un macigno e che rischia di segnare uno spartiacque politico e giudiziario. A Crans-Montana, a pochi giorni dalla strage di Capodanno nel locale Le Constellation, il sindaco Nicolas Féraud ha confermato pubblicamente ciò che in molti temevano: dal 2020 al 2025 non sono stati effettuati controlli periodici di esercizio all’interno del bar-discoteca devastato dall’incendio che ha causato 40 morti e 116 feriti. Una rivelazione che alimenta indignazione, interrogativi e tensioni, mentre l’inchiesta penale entra nel vivo.


Controlli mancati per cinque anni: l’ammissione del Comune

«Il Consiglio comunale deplora amaramente di aver scoperto una carenza nei controlli periodici di esercizio nel periodo 2020-2025». È questa la frase che ha dominato la conferenza stampa convocata dal Comune di Crans-Montana. Un passaggio chiave, pronunciato dallo stesso Féraud, che certifica un vuoto nei controlli proprio su uno dei locali più frequentati della località alpina.

Il sindaco ha precisato che l’amministrazione comunale è venuta a conoscenza di questa mancanza solo consultando i documenti consegnati al pubblico ministero, ammettendo senza giri di parole: «Ce ne rammarichiamo amaramente».


“Non è nel mezzo della tempesta che si abbandona la nave”

Nonostante la gravità dell’ammissione, Féraud ha escluso l’ipotesi di dimissioni. «Non è nel mezzo della tempesta che si abbandona la nave», ha dichiarato, respingendo le pressioni politiche e mediatiche.

Alla domanda sulla possibilità che il Comune si costituisca parte civile nel procedimento penale, il sindaco ha mantenuto una linea attendista: «Si vedrà quale sarà la decisione della giustizia». Quanto alle scuse ai familiari delle vittime, Féraud ha parlato di un’amministrazione «profondamente dispiaciuta», senza però pronunciare una richiesta di perdono diretta.


L’ombra della schiuma fonoassorbente e le norme che non convincono

Uno dei punti più controversi riguarda la schiuma fonoassorbente infiammabile, individuata come possibile origine della propagazione rapidissima delle fiamme. Su questo aspetto, il sindaco ha precisato che la normativa vigente non prevede controlli di qualità sui materiali, una spiegazione che ha contribuito ad accrescere l’indignazione dell’opinione pubblica, trattandosi di un locale aperto al pubblico.

«Il proprietario del bar è stato estremamente negligente. Ha corso rischi semplicemente inaccettabili», ha dichiarato Féraud, prendendo nettamente le distanze dalla gestione del locale.


Capienza, uscite di emergenza e lavori interni

Secondo i documenti depositati in Procura, il limite massimo era di 200 persone, 100 al piano terra e 100 nel seminterrato. Le due uscite di emergenza erano state progettate per questa capienza. Tuttavia, resta da chiarire se la notte della tragedia all’interno del locale ci fossero fino a 400 persone, come ipotizzato da alcune testimonianze.

I lavori interni effettuati nel tempo non richiedevano autorizzazioni comunali, ha spiegato l’amministrazione, precisando che l’unico permesso edilizio risale al 2015, per la realizzazione di una veranda. Sulla funzionalità reale delle uscite di emergenza quella notte, però, «sarà la Procura a fare chiarezza».


Ispezioni, dimissioni e le contraddizioni del sistema

Colpisce il contrasto tra l’ammissione dei controlli mancati e i numeri forniti dal Comune: 1.430 ispezioni antincendio nel solo 2025, con 119 controlli in edifici pubblici. Un dato che rende ancora più difficile spiegare perché il Constellation sia rimasto fuori dal perimetro delle verifiche per cinque anni.

Quanto alle dimissioni degli addetti alla sicurezza nel 2023 e 2024, il sindaco ha parlato di «normali avvicendamenti», negando problemi strutturali. Nel locale, secondo quanto accertato, era presente un solo estintore, come previsto dalla legge, e non era obbligatorio un sistema di allarme antincendio.


Le misure immediate e l’inchiesta

Il Consiglio comunale ha annunciato provvedimenti immediati, tra cui il divieto assoluto di dispositivi pirotecnici in spazi chiusi su tutto il territorio comunale. Parallelamente, l’inchiesta per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo prosegue, con i proprietari del locale indagati e nuovi accertamenti in corso.

Sulla domanda chiave — perché i controlli non siano stati effettuati — Féraud ha glissato: «Non lo sappiamo. Sarà l’indagine a dare una risposta».

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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