Aggressione alla troupe Rai: cronaca di una giornata tesa
Un’aggressione in piena regola, avvenuta mentre svolgevano il proprio lavoro. Una troupe della Rai è stata insultata, minacciata e fisicamente aggredita a Crans-Montana, in Svizzera, mentre stava realizzando un approfondimento giornalistico sulla strage di Capodanno avvenuta nel locale Le Constellation, devastato da un incendio che ha causato circa 40 vittime.
A essere preso di mira è stato Domenico Marocchi, inviato di Uno Mattina News, insieme alla sua troupe e al collega Alessandro Politi di Storie Italiane. L’episodio si è verificato nei pressi del ristorante dei Moretti, gestito da Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale andato a fuoco nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio.
Insulti, minacce e spintoni: cosa è accaduto
Secondo il racconto dello stesso Marocchi, l’aggressione è iniziata con insulti verbali e minacce, degenerando poi in una vera e propria azione fisica. «Sono arrivate tre persone che hanno cominciato a insultarci e a minacciarci, prendendo di mira anche gli italiani», ha spiegato il giornalista.
Poco dopo, la situazione è precipitata: «Sono arrivati altri soggetti, probabilmente lavoratori della zona, e a quel punto è partita l’aggressione vera e propria». Marocchi è stato spintonato, mentre la troupe, per mettersi in sicurezza, ha trovato riparo all’interno delle auto.
Colpi alle auto e clima di intimidazione
Nemmeno il rifugio nelle vetture ha fermato gli aggressori. Le auto della troupe Rai sarebbero state colpite con calci e pugni, mentre continuavano insulti e intimidazioni. Un clima di forte tensione, che ha costretto i giornalisti a interrompere temporaneamente il lavoro.
Secondo quanto emerso, anche una troupe televisiva svizzera avrebbe subito un’aggressione analoga poco prima, segno di un contesto estremamente ostile verso la stampa impegnata a raccontare una delle peggiori tragedie degli ultimi decenni nel Paese elvetico.
La reazione di Marocchi: “Qui dolore assoluto, l’empatia si è persa”
A poche ore dai fatti, Domenico Marocchi ha voluto rassicurare colleghi e pubblico rispondendo ai messaggi di solidarietà sui social, spiegando che la situazione si è poi risolta senza conseguenze fisiche gravi.
Nelle sue storie Instagram, l’inviato Rai ha raccontato il clima vissuto a Crans-Montana: «Ho ascoltato storie di dolore assoluto, di ragazzi che lottano fra la vita e la morte». Poi una riflessione amara: «Mi chiedo dove sia finita l’empatia, mentre sui social impazzano sedicenti esperti che colpevolizzano chi non è riuscito a percepire il pericolo e scappare in tempo».
La strage di Capodanno a Le Constellation
L’aggressione alla troupe Rai si inserisce in un contesto già segnato da una tragedia immane. Nella notte di Capodanno 2026, intorno all’1:30, un incendio improvviso ha devastato il bar-discoteca Le Constellation, nel centro di Crans-Montana, durante i festeggiamenti di fine anno.
Le fiamme si sono propagate in pochi secondi, rendendo impossibile la fuga a decine di persone. Il bilancio è drammatico: circa 40 morti e centinaia di feriti, molti dei quali con ustioni gravissime. Le vittime erano in gran parte giovani tra i 14 e i 39 anni, provenienti da diversi Paesi europei, inclusi cittadini italiani.
Inchiesta aperta: indagati i proprietari del locale
Le autorità svizzere hanno aperto un’inchiesta per omicidio colposo, lesioni personali e incendio colposo. Al centro delle indagini ci sono anche i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, indagati per presunte violazioni delle norme di sicurezza antincendio.
Le operazioni di identificazione delle vittime sono state complesse e hanno richiesto anche l’utilizzo di campioni di DNA, a testimonianza della violenza dell’incendio.

