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Festa della donna, accompagnatrici alla riscossa: ‘Emancipate e realizzate’

8 marzo accompagnatrici

Le escort sono professioniste che hanno scelto liberamente di intraprendere la via del mestiere più vecchio del mondo, ma con uno slancio differente, tipico dei Paesi in cui vige un riconoscimento delle professioni legate alla sfera sessuale. In Italia sono ancora viste con gli occhi del pregiudizio e circondate da luoghi comuni sempre poco edificanti. Ma chi sono veramente le escort nel 2020?

L’8 marzo delle lavoratrici audaci: i dati, incremento del 12% nel 2019

Ogni anno oltre 120.000 donne si pubblicizzano come escort in Italia e mediamente ogni mese sono oltre 50.000 gli annunci rilevati sui principali siti italiani dal motore di ricerca di Escort Advisor, il primo sito di recensioni di escort in Europa (che attraverso questo motore di ricerca indicizza tutti i numeri presenti sui siti di settore). I dati di Escort Advisor rilevano anche che il 2019 ha visto un incremento del +12% di sex workers rispetto al 2018, con 74.000 recensioni scritte e 27.000 numeri recensiti.

Non solo eros, ma anche ospitalità e conversazione

Curano la loro immagine, investono su loro stesse, in primis con la pubblicità online. Moderne Geishe, intrattengono i loro clienti non solo con l’erotismo, ma anche con la conversazione e le regole dell’ospitalità. Si ingegnano per essere uniche e le prime nelle loro città, sono competitive e le professioniste dotate di vero e proprio spirito imprenditoriale.

Si affermano come donne, attraverso la loro sessualità non sentendosi oggetti usati, ma ben sì “operatrici” che erogano servizi a pagamento a chi li richieda, poiché il sesso e il contatto umano rimangono bisogni primari per l’essere umano. Un’eterna domanda a cui ha sempre risposto un’offerta più che variegata.

Storie molto diverse tra loro compongono il lato più positivo del settore: affermazione personale, rinascite, nuove consapevolezze e libere scelte. In un momento in cui la libertà di essere delle donne è sempre in discussione, la Festa della Donna si rivela un buon momento per rileggere le loro storie di autentica emancipazione.

Francesca: ‘Dopo i 40 anni nessuno voleva assumermi, poi mi sono imbattuta in alcuni siti’

Ho iniziato circa sette anni fa, dopo un divorzio molto travagliato. Avevo già superato i 40 e un lavoretto part-time in un negozio, che sfortunatamente ha chiuso in pochi mesi, dopo che ero rimasta sola e con una figlia adolescente da mantenere (mio marito ha preso letteralmente il volo trasferendosi fuori Italia). Con la mia età nessuno ha voluto assumermi. Ad un certo punto non sapevo dove sbattere la testa e ho fatto qualche ricerca su internet di carriere alternative e mi sono imbattuta in alcuni siti di escort…

A raccontare è Francesca, escort di Milano, solo un esempio di come una donna possa iniziare una carriera da sex worker in Italia.

“Potrei smettere quando voglio in realtà perché ho da parte abbastanza per me e mia figlia. Però ho scoperto che mi piace questo lavoro. Essere desiderata, essere cercata e apprezzata per la mia fisicità, il mio modo di essere ed eseguire il mio mestiere è molto gratificante. Incontro per la maggior parte uomini gentili che cercano da me il piacere, non solo fisico ma anche della mia compagnia. Mi sento pienamente donna quando sono con i miei clienti”.

Maia: ‘Volevo fare l’attrice hard, ma meglio così: mi posso organizzare come voglio’

In piena autonomia decidono quali servizi erogare, quali clienti ricevere, quando e stabiliscono loro il tariffario. Con la scelta consapevole di voler lavorare con il proprio corpo, riescono a raggiungere i propri obiettivi come Maia, escort di Verona, con quasi 150 recensioni su Escort Advisor, che è riuscita addirittura a comprare casa: A me sarebbe sempre piaciuto fare l’attrice hard. Il problema è che non ho mai trovato nessuno di serio per lavorare nel settore.

Dopo aver tentato di realizzarmi con diversi altri lavori, ho deciso di fare la escort. È stato meglio così, preferisco fare la escort piuttosto che l’attrice: mi posso organizzare come voglio, decido io quando lavorare e svolgo solo i servizi che mi sento di voler dare. Ho iniziato a fare le escort a 20 anni, dopo aver lavorato come aiuto cuoca e in altri impieghi di fortuna che sono sempre stati solo a tempo determinato per pochi mesi.

‘Mi dispiace che il nostro lavoro non sia ben visto’


Nessun rimorso o forzatura, ma idee chiare: “Io scelgo esattamente cosa fare o cosa non fare. Ad esempio sono molto abile nei preliminari e nel sesso orale, ma non faccio tassativamente anale. Quando i clienti mi chiamano io metto subito le cose in chiaro. Così facendo non mi trovo mai in situazioni di disagio o di peso. Sono libera di autogestirmi e guadagno molto bene. Sono felice e non vorrei cambiare nulla. Mi sento orgogliosa perchè alla fine è un lavoro anche questo. Mi dispiace che ora non sia ben visto ma spero che lo possa essere presto”.

Anna Deea: ‘Lavoravo nel settore della ristorazione, poi ho iniziato a frequentare un corso massaggi’

Anna Deea di Roma (145 recensioni su Escort Advisor) invece racconta di come lo abbia intrapreso per caso: Per molto tempo ho lavorato nel settore della ristorazione. In un certo periodo oltre a questo lavoro, avevo deciso di frequentare un corso di massaggi. Quindi nel tempo libero ho iniziato a fare la massaggiatrice mettendo annunci su internet. Per molto tempo mi sono limitata ai massaggi professionali, poi sono entrata nel mondo dell’erotismo, fondendo la mia esperienza con il sesso.

Questo lavoro economicamente ti dà delle belle soddisfazioni e inoltre, ho avuto la possibilità di incontrare molte belle persone, con cui si sono creati rapporti di amicizia. Non cambierei nulla della mia vita perchè mi trovo bene. Sono una che fa solo quello che le piace”.

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