Asia Argento a VerissimoAsia Argento

L’attrice sarà premiata al Festival di Locarno, ma prima racconta gli anni più difficili, le critiche ricevute e il bisogno di essere finalmente giudicata per il suo lavoro

Dopo una carriera fatta di successi internazionali, polemiche e momenti personali complessi, Asia Argento si prepara a vivere uno dei riconoscimenti più importanti della sua vita. Il 13 agosto riceverà il premio alla carriera al Festival di Locarno, dove sarà presentato anche il suo ultimo film, “Death Has No Master – La morte non ha padroni”, thriller politico ambientato in Venezuela e già passato dal Festival di Cannes.

Alla vigilia dell’omaggio alla sua carriera, l’attrice e regista si racconta senza filtri in un’intervista a Il Venerdì di Repubblica, tornando sulle critiche che l’hanno accompagnata per anni e sulle ferite che ancora oggi sente addosso.

«Mi chiamano raccomandata e cagna»

Tra i passaggi più duri dell’intervista c’è quello dedicato ai giudizi ricevuti nel corso della sua carriera.

Asia Argento spiega di aver lavorato a lungo all’estero, soprattutto in Francia, prendendo parte a numerose produzioni che però in Italia sono rimaste quasi sconosciute.

Per questo, racconta, una parte del pubblico continua ad avere un’immagine distorta del suo percorso professionale.

«Chi mi conosce solo per i miei filmacci dice di me che sono raccomandata e cagna», afferma l’attrice, parole che fotografano il peso di un’etichetta che ritiene ingiusta e dalla quale non è mai riuscita a liberarsi del tutto.

«Volevo solo essere vista»

Nel corso dell’intervista Asia Argento torna anche all’infanzia e alle motivazioni che l’hanno spinta verso il cinema.

Figlia del regista Dario Argento e dell’attrice Daria Nicolodi, racconta che il desiderio di recitare è nato molto prima del successo.

«Il desiderio di fare l’attrice nasce dal bisogno di essere vista a casa mia, ma non capitava mai», confessa.

Un’esigenza che si scontrava con un carattere molto diverso da quello che molti immaginavano.

«Può non sembrare così, ma sono sempre stata molto timida. Ho superato la mia vergogna solo perché potevo fingere di essere qualcun’altra. Così nessuno poteva prendermi in giro», racconta.

La riflessione sulla società

L’attrice affronta anche temi più ampi, offrendo una riflessione sul comportamento umano.

«I soldi piacciono a tutti, anche a me. Fingiamo di vivere in una società civile, ma in realtà siamo come animali addomesticati. Basta poco per risvegliare i nostri veri istinti. Per fortuna che ci sono le leggi, altrimenti ci scanneremmo», osserva.

Una visione che, secondo Asia Argento, trova spazio anche nel film presentato a Locarno.

Il film che le ha chiesto tutto

Il riconoscimento alla carriera arriverà insieme alla presentazione di Death Has No Master – La morte non ha padroni, diretto dal regista venezuelano Jorge Thielen Armand.

La pellicola segue la storia di Caro, una donna italo-venezuelana che torna nel Paese sudamericano per vendere una piantagione di cacao ereditata dal padre con cui aveva interrotto ogni rapporto.

Una volta arrivata scopre che la proprietà è occupata dagli ex lavoratori della famiglia e decide di affrontare la situazione con lo scontro diretto, dando vita a una spirale di violenza che riporta a galla antichi conflitti, il passato coloniale della famiglia e profonde ferite personali.

«Quel ruolo mi ha portata al limite»

Asia Argento aveva già raccontato al Corriere della Sera quanto quel personaggio sia stato impegnativo.

«Capisco molto più questo film di alcune commedie che ho girato negli ultimi anni, nelle quali ho dovuto sforzarmi tantissimo perché non ho il dono di far ridere», aveva spiegato.

Poi la confessione sul peso emotivo del ruolo.

«È stato un lavoro faticosissimo. Mi ha portata al limite delle mie forze psichiche», aveva raccontato.

Il premio che segna una nuova fase

Il riconoscimento del Festival di Locarno rappresenta uno dei momenti più significativi della carriera di Asia Argento.

Dopo anni trascorsi tra cinema d’autore, produzioni internazionali e vicende personali finite spesso sotto i riflettori, l’attrice vede arrivare un premio che riconosce il percorso costruito in oltre trent’anni davanti e dietro la macchina da presa.

Per lei, più che un punto di arrivo, sembra essere una rivincita contro le etichette che, come racconta lei stessa, hanno spesso oscurato il suo lavoro.

Di Rosalyn Bianca

(Annarita Raiola): la passione per la televisione,la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

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