Sanremo 2026, i giudizi al primo ascolto infiammano subito il Festival
Il Festival di Sanremo di Carlo Conti si presenta come un grande caleidoscopio emotivo: guerra, intelligenza artificiale, crisi identitarie, amore, critica sociale e un’Italia osservata allo specchio senza filtri. Ma accanto ai testi, a far rumore sono soprattutto le pagelle, spesso impietose, che stanno già creando vincitori morali e vittime illustri.
Non è solo un Festival musicale: è un termometro culturale. E quest’anno segna febbre alta.
Sanremo e i temi forti: Gaza, AI e l’Italia che si guarda allo specchio
Tra i brani più necessari spicca Ermal Meta, che con Stella Stellina porta sul palco una dedica straziante a una bambina uccisa a Gaza, con sonorità mediorientali firmate anche da Dardust. Un pezzo che rompe l’evasione sanremese classica e costringe il pubblico a guardare fuori dall’Ariston.
L’intelligenza artificiale entra nei testi con Dargen D’Amico, che riflette sull’artificialità dei rapporti, mentre Nayt racconta l’alienazione sociale fatta di like e distanza emotiva. La critica all’Italia arriva invece con J-Ax, caustico come sempre, e con Sayf, che mescola disastri naturali, Tenco, Berlusconi e un’Italia che sembra sempre in emergenza.
Amore, dolore e identità: il Sanremo delle ferite
L’amore domina, ma è spesso un amore ferito. Serena Brancale commuove con una lettera alla madre scomparsa. Eddie Brock urla il dolore delle relazioni tossiche. Malika Ayane torna con atmosfere più oscure del solito. Michele Bravi canta l’inadeguatezza e la mancanza come condizione esistenziale.
Il Festival racconta un’Italia fragile, che ama, perde e si guarda allo specchio senza filtri.
Pagelle Sanremo: promossi, bocciati e il caso clamoroso
Ed è qui che parte la vera battaglia: quella delle pagelle dei giornali, che stanno creando una spaccatura netta tra pubblico e critica.
⭐ I promossi
- Ditonellapiaga – “Che Fastidio”
Media altissima (7,64). Definita da Vanity Fair come electro-pop identitario e ipnotico. Tra i favoriti della critica. - Fulminacci
Media 7,32. Cantautorato urbano che convince quasi tutti. - Sayf – “Tu Mi Piaci Tanto”
Terzo nelle medie, con un clamoroso 10 da gay.it. - Maria Antonietta & Colombre
Media 7,27: indie elegante che piace quasi a tutti.
Le bocciature: Elettra Lamborghini
Il vero caso è Elettra Lamborghini con Voilà.
Alcuni quotidiani non fanno sconti: 2 e 3 da Il Mattino e Il Sole 24 Ore. Una stroncatura senza appello che la colloca in fondo alle classifiche critiche di Sanremo 2026.
Eppure la storia insegna: anche brani massacrati possono diventare tormentoni e macchine da streaming. È già successo. E potrebbe risuccedere.
I “mediocri” secondo i giornali (ma non per forza per il pubblico)
Nelle zone basse delle pagelle troviamo:
- Leo Gassmann
- Francesco Renga
- LDA & Aka7Even
- Samurai Jay
- Arisa, solo sedicesima: accusata di ripetersi, pur con un brano giudicato “sicuro”.
Qui si gioca il classico scontro Sanremo: critica contro pubblico. Chi vince davvero? Lo decideranno radio, streaming e televoto.
Un Festival senza favoriti (e con molte mine)
Nessun vero dominatore. Alcuni parlano di possibile corsa alla vittoria per Serena Brancale o per la coppia Fedez-Masini, ma con giudizi spesso contrastanti. Sanremo 2026 è un campo minato: un Festival senza certezze, dove una stroncatura oggi può diventare un successo domani.

