Tamara Pisnoli e Gaia De Rossi con Sarah felberbaumTamara Pisnoli e Gaia De Rossi con Sarah felberbaum

L’udienza a Roma e la posizione di Tamara Pisnoli

La richiesta di Gaia De Rossi, 21 anni, di essere adottata da Sarah Felberbaum, moglie del padre Daniele De Rossi, arriva davanti al Tribunale civile di Roma e apre un nuovo capitolo nella lunga e complessa storia familiare.

A opporsi all’adozione è Tamara Pisnoli, madre biologica della ragazza, che si è costituita nel procedimento e non intende prestare il proprio consenso. Questa mattina l’ex moglie dell’ex capitano della Roma è stata rappresentata in aula dall’avvocato Simone Ciccotti.

È stato proprio il legale, al termine dell’udienza, a rendere pubblica la posizione della sua assistita.

«L’iniziativa dell’adozione di Gaia non è stata preceduta da alcun confronto da parte del padre, Daniele De Rossi, con la madre, Tamara Pisnoli, e nemmeno da parte della proponente l’adozione con la madre», ha affermato Ciccotti.

«Gaia ha vissuto con la madre fino ai 15 anni»

Secondo quanto riferito dall’avvocato, la storia del rapporto tra Gaia e la madre sarebbe stata molto diversa nella prima parte della vita della ragazza.

«Gaia De Rossi ha vissuto con la madre fino all’età di 15 anni», ha spiegato il legale, sostenendo che l’intera comunità familiare, scolastica e sociale fosse a conoscenza del rapporto molto stretto tra madre e figlia.

Ciccotti riferisce inoltre che, secondo la ricostruzione della sua assistita, Gaia avrebbe inizialmente manifestato un rifiuto nei confronti del padre e che Tamara si sarebbe opposta a questo atteggiamento.

La situazione sarebbe cambiata quando la ragazza aveva 15 anni.

Il soggiorno in Argentina e il trasferimento dal padre

«Dall’età di 15 anni, a seguito di un soggiorno in Argentina con la famiglia paterna, Gaia De Rossi ha deciso di trasferirsi a vivere con il padre», ha raccontato l’avvocato.

Da quel momento, secondo la versione di Pisnoli riferita dal suo legale, il rapporto con la madre si sarebbe progressivamente deteriorato, fino a un «speculare rifiuto» della figura materna e della sua famiglia.

Ciccotti sostiene inoltre che questo cambiamento non avrebbe trovato, da parte di De Rossi, una contrapposizione sufficiente a preservare il rapporto tra Gaia e la madre.

Si tratta della ricostruzione della vicenda fornita dalla difesa di Tamara Pisnoli nell’ambito del procedimento civile. Sarà ora il Tribunale a valutare la richiesta di adozione e gli elementi portati dalle parti.

Il rapporto con Sarah Felberbaum e la scelta dell’adozione

Gaia vive da tempo accanto a Sarah Felberbaum e alla famiglia del padre. Secondo le ricostruzioni emerse sulla vicenda, la giovane avrebbe maturato la decisione di chiedere l’adozione dopo undici anni trascorsi accanto alla compagna del padre.

I rapporti con la madre biologica sarebbero invece ormai ridotti a contatti sporadici.

La richiesta riguarda quindi un legame familiare che, nella vita quotidiana, si sarebbe consolidato nel corso degli anni. La decisione finale spetta al Tribunale civile di Roma.

L’attacco dell’avvocato alla gestione mediatica della vicenda

Nella dichiarazione diffusa dopo l’udienza, il legale di Pisnoli ha contestato anche la scelta di portare la vicenda sul terreno mediatico.

Tamara, ha spiegato Ciccotti, «si limita all’interazione con la stampa» per fornire quella che considera una precisazione necessaria, ritenendo «irrispettoso verso la figlia ogni utilizzazione mediatica dell’iniziativa giudiziaria».

Il riferimento dell’avvocato è anche alle interviste rilasciate da Sarah Felberbaum sulla vicenda. Ciccotti sostiene che il clamore generato da quelle dichiarazioni possa alimentare il dubbio di un possibile utilizzo a fini commerciali della scelta della ragazza.

È una contestazione formulata dal legale di Pisnoli, che Felberbaum potrebbe eventualmente replicare nelle sedi e nei modi che riterrà opportuni.

Il passato giudiziario di Tamara Pisnoli

Nella vicenda familiare viene richiamato anche il passato giudiziario di Tamara Pisnoli. Nel febbraio 2023 l’ex modella è stata condannata a sette anni e due mesi per rapina, estorsione e lesioni in relazione a un’aggressione avvenuta nel luglio 2013 ai danni dell’imprenditore del fotovoltaico Antonello Ieffi.

Secondo la ricostruzione processuale, l’uomo era stato aggredito in un appartamento all’Eur dopo un investimento da 150 mila euro finito male. Per quell’aggressione erano stati condannati nel 2015 anche Manuel Severa e Simone Di Matteo.

Il procedimento sull’adozione di Gaia riguarda però la situazione familiare attuale della ragazza e la richiesta di essere adottata da Sarah Felberbaum. La parola passa ora ai giudici del Tribunale civile di Roma.

Di Redazione

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