Successo per il film Il mio nome è CarloSuccesso per il film Il mio nome è Carlo

Il film su Carlo Acutis sfiora il 30% di share

Non è stato soltanto il dato complessivo degli ascolti a sorprendere. Il mio nome è Carlo, il film tv dedicato alla vita di Carlo Acutis, ha conquistato soprattutto il pubblico più giovane, raggiungendo il 32,6% di share nella fascia 15-34 anni. Un risultato che ha contribuito al successo della prima assoluta trasmessa ieri sera su Canale 5.

Il film ha totalizzato 4.269.000 spettatori, pari al 29,6% di share, risultando il programma più visto della prima serata. Nel corso della trasmissione, inoltre, gli ascolti hanno raggiunto picchi del 40% di share.

Un risultato particolarmente significativo per una storia che racconta la breve vita di Carlo Acutis, il giovane morto a soli 15 anni e oggi venerato come santo.

Pier Silvio Berlusconi: «Servono storie umane, profonde e valoriali»

Il successo ha raccolto immediatamente il commento di Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, che ha espresso soddisfazione per la risposta del pubblico e per il progetto dedicato ad Carlo Acutis.

«Sono davvero felice per il successo de “Il mio nome è Carlo”. È un prodotto di cui siamo orgogliosi, fatto con sensibilità, talento e passione», ha dichiarato Berlusconi.

L’amministratore delegato di Mediaset ha poi collegato il risultato alla linea editoriale che intende proseguire: «Oggi più che mai servono storie umane, profonde e valoriali. Storie che fanno bene».

Un passaggio che accompagna i complimenti rivolti a tutti i professionisti che hanno lavorato al film e il ringraziamento ad Antonia Salzano Acutis, madre di Carlo.

Il dato che sorprende è quello dei ragazzi

A colpire particolarmente è proprio la risposta della fascia più giovane. Il 32,6% di share tra i 15 e i 34 anni viene indicato come uno degli elementi più significativi del risultato, considerando la difficoltà della televisione generalista nel raggiungere questo pubblico con prodotti di questo tipo.

La storia di Carlo Acutis, cresciuto a Milano, ha quindi intercettato una platea ampia e trasversale, andando oltre il pubblico tradizionalmente associato alle fiction biografiche e ai racconti a tema religioso.

Anche Francesca Caruso, assessora alla Cultura della Regione Lombardia, ha sottolineato questo aspetto commentando il successo del film. La Regione aveva sostenuto il progetto attraverso la misura «Lombardia per il Cinema».

«Oltre 4,2 milioni di spettatori sono un risultato straordinario. Mi colpisce soprattutto la risposta dei giovani», ha affermato Caruso, evidenziando come la storia di Acutis sia riuscita a parlare anche a un pubblico difficile da raggiungere attraverso la televisione.

Giacomo Campiotti e il cast al centro del successo

Diretto da Giacomo Campiotti, il film vede tra gli interpreti principali Samuele Carrino e Lucia Mascino. La produzione ricostruisce la vita di Carlo Acutis, raccontandone la fede, il rapporto con gli altri e l’esperienza quotidiana di un adolescente diventato, dopo la sua morte, una figura di riferimento per moltissime persone.

Caruso ha rivolto i propri complimenti al regista, agli interpreti e alla produzione, sottolineando la capacità del film di raggiungere spettatori di diverse generazioni.

Giampaolo Letta: «È stato Pier Silvio a scegliere questa storia»

Sulla stessa linea anche Giampaolo Letta, vicedirettore generale fiction e cinema di Mediaset, che ha definito il risultato motivo di grande orgoglio.

Letta ha attribuito a Pier Silvio Berlusconi un ruolo diretto nella nascita del progetto: «È stato lui a individuare e scegliere questa storia, è stato lui a decidere la casa di produzione».

Secondo Letta, il successo di Il mio nome è Carlo rafforza una direzione già intrapresa da Mediaset, quella dei racconti «ad alto valore umano».

Il risultato degli ascolti, con 4,269 milioni di spettatori, il 29,6% di share e il 32,6% tra i 15 e i 34 anni, rappresenta così non soltanto un dato televisivo, ma anche una risposta significativa del pubblico alla storia di Carlo Acutis.

Il film tv è disponibile anche su Mediaset Infinity.

Di Rosalyn Bianca

Annarita Raiola: la passione per la televisione, la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

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