Lele AdaniLele Adani

Le sue esultanze e i riferimenti a Messi, Maradona ed Einstein dividono il pubblico

La rimonta dell’Argentina contro l’Inghilterra nella semifinale del Mondiale 2026 ha regalato emozioni non solo in campo, ma anche davanti ai microfoni della Rai. Protagonista è stato ancora una volta Lele Adani, che durante la telecronaca si è lasciato travolgere dall’entusiasmo per il successo dell’Albiceleste, arrivando quasi a perdere la voce.

Le sue esultanze, ricche di citazioni e immagini epiche, hanno però diviso il pubblico: da una parte chi ha apprezzato la passione dell’ex difensore, dall’altra chi ha giudicato il suo racconto eccessivo.

L’esultanza dopo il gol di Enzo Fernández

Il momento che ha acceso definitivamente la telecronaca è arrivato all’86’, quando Enzo Fernández ha firmato il gol dell’1-1 su assist di Lionel Messi.

Adani ha accompagnato l’azione con una lunga riflessione, mescolando calcio, filosofia e storia dell’Argentina.

«Non è mai finita con l’Argentina, non è mai finita con la Selección. Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo. Ma non lo puoi fare con Dios. Maradona, quarant’anni dopo, orienta questa partita perché l’epica deve continuare», ha esclamato durante la diretta.

Parole che hanno immediatamente fatto discutere sui social.

Il gol di Lautaro e la voce che si rompe

L’entusiasmo è esploso definitivamente al 92′, quando Lautaro Martínez ha completato la rimonta argentina firmando il 2-1.

Per alcuni istanti Adani è rimasto incredulo.

«Non ci credo, non ci credo», ha ripetuto prima di lasciarsi andare a una nuova esultanza, con la voce ormai roca.

«È infinito il cuore dell’Argentina. È infinita la leggenda di Lionel Messi», ha urlato raccontando l’azione che ha portato al gol decisivo.

Accanto a lui, il telecronista Alberto Rimedio ha provato a riportare la telecronaca su toni più pacati con una battuta: «Allora, riordiniamo le idee». Più tardi, prima della pubblicità, ha aggiunto sorridendo: «Adesso respiriamo», ricevendo la replica dello stesso Adani: «Respira anche tu, che hai perso la voce».

Il monologo finale dedicato all’Argentina

Anche dopo il triplice fischio Adani ha proseguito il suo racconto con un lungo monologo dedicato alla Selección.

«La Selección non accetta un no come risposta. Rifiuta la resa, rigetta la forza del rivale e si ribella ai pronostici contrari», ha detto, spiegando poi come raccontare partite di questo tipo continui a emozionarlo.

Intervenendo successivamente durante Notti Mondiali, l’ex difensore ha aggiunto:

«Il calcio è magico e unico. Mi migliora come uomo. Mi vengono le parole da sole, sono parole di sentimento e a volte non so nemmeno cosa dico. Sono le lacrime date dall’amore per il calcio».

I social si dividono

Come spesso accade, la telecronaca di Adani ha acceso il dibattito sul web.

Su X e sulle altre piattaforme sono comparsi migliaia di commenti. Molti utenti hanno elogiato la sua capacità di trasmettere emozioni e la passione con cui vive le partite dell’Argentina.

Altri, invece, hanno criticato uno stile giudicato troppo enfatico per una telecronaca televisiva.

Tra i messaggi più condivisi si leggono commenti come «Adani non si può più sentire», «Per favore, basta con queste urla» e «Spero che la finale venga commentata diversamente».

La discussione, come spesso accade quando Adani è al microfono, è diventata rapidamente virale, confermando quanto il suo modo di raccontare il calcio continui a dividere pubblico e appassionati.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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