L’ex campione olimpico denuncia quanto accaduto in un ristorante di Roma
«Ancora una volta con la vita appesa a un filo». Con queste parole Aldo Montano ha raccontato sui social la drammatica esperienza vissuta dopo una cena in un ristorante di Roma, dove ha rischiato di morire a causa di uno shock anafilattico.
L’ex campione olimpico di scherma ha pubblicato una fotografia dal letto dell’ospedale spiegando di essere allergico alla caseina, la principale proteina del latte vaccino, e denunciando la superficialità con cui, a suo dire, vengono ancora gestite le allergie alimentari.
«Avevo avvisato della mia allergia»
Nel lungo sfogo affidato ai social, Montano racconta di aver informato il personale del ristorante della sua grave allergia prima della cena.
Nonostante questo, qualcosa è andato storto.
«Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare e non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo. Dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita», ha scritto.
Lo sfogo: «Non sono piccole distrazioni»
L’ex schermidore ha puntato il dito contro la scarsa attenzione che, secondo lui, continua a esserci sul tema.
«Quando una persona informa il personale di avere un’allergia non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto», ha sottolineato.
Poi l’appello:
«Ogni volta che qualcuno minimizza o non segue i protocolli mette a rischio una vita umana. Tra una cena e una tragedia, a volte, c’è soltanto un errore».
Montano ha ricordato di aver già affrontato in passato altri episodi di shock anafilattico, nel 2010 e nel 2021.
La nota dell’ospedale Santo Spirito
Dopo il messaggio pubblicato dall’ex campione, sono arrivati anche i dettagli forniti dall’ospedale Santo Spirito in Sassia.
Secondo quanto comunicato dalla struttura sanitaria, Montano è arrivato al Pronto Soccorso la sera del 1° luglio alle 21.18 in seria difficoltà respiratoria.
I medici sono intervenuti immediatamente con la somministrazione di adrenalina, terapia che ha dato rapidamente i primi effetti positivi.
Successivamente il paziente è rimasto in osservazione per diverse ore per escludere eventuali ricadute, un rischio noto negli shock anafilattici più gravi.
L’ex atleta è stato infine dimesso alle 7.15 del mattino del 2 luglio, dopo aver trascorso la notte ricoverato.
Il ringraziamento ai medici
Nel suo post, Montano ha voluto ringraziare pubblicamente il personale sanitario che lo ha soccorso, citando le dottoresse Roberta Baldoncini, Annalisa Filippi e il medico Tiziano Carluccio.
Il gesto è stato apprezzato anche dall’ospedale.
«La salvezza del paziente è la gratificazione più grande. Ringraziamo Aldo Montano perché ha saputo valorizzare pubblicamente il lavoro svolto dai nostri professionisti», ha dichiarato Maria Paola Saggese, primario del Pronto Soccorso del Santo Spirito.
La struttura ha inoltre precisato che nella documentazione sanitaria non è stato indicato il nome del ristorante nel quale sarebbe avvenuto l’episodio e che non risulta se l’ex campione abbia presentato un’eventuale denuncia.
L’appello di Montano
Il messaggio dell’ex schermidore si conclude con un invito rivolto a tutto il settore della ristorazione.
«Le allergie alimentari devono essere trattate per quello che sono: una potenziale emergenza, non un dettaglio da ignorare. Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima potrebbe non andare così, né per me né per qualcun altro», ha scritto.
Parole che trasformano il suo racconto personale in un appello alla prevenzione e alla massima attenzione nei confronti di chi convive ogni giorno con allergie potenzialmente letali.

