Mickey Rourke rischia lo sfrattoMickey Rourke rischia lo sfratto

Dalla gloria di Hollywood all’appello ai fan

Dalle luci abbaglianti di Hollywood a una richiesta d’aiuto pubblica. Mickey Rourke, 73 anni, icona del cinema americano e volto indimenticabile di film come 9 settimane e mezzo e The Wrestler, rischia oggi lo sfratto dalla sua abitazione di Los Angeles. Per far fronte a oltre 59.000 dollari di affitto arretrato, l’attore ha deciso di lanciare una campagna di crowdfunding su GoFundMe, affidandosi direttamente all’affetto dei fan.

La raccolta fondi, dal titolo esplicito “Support Mickey to Prevent Eviction”, è stata avviata domenica scorsa con il pieno consenso dell’attore.


La casa a rischio e l’avviso di sfratto

Secondo quanto riportato dal Los Angeles Times, Rourke avrebbe ricevuto un avviso di sfratto il 18 dicembre scorso. Il contratto d’affitto, firmato nel marzo 2025, prevedeva inizialmente un canone mensile di 5.200 dollari, successivamente salito a 7.000 dollari.

L’abitazione è una villetta in stile spagnolo degli anni Venti, con tre camere e due bagni, situata in una delle zone residenziali della città. Un dettaglio che aggiunge fascino e malinconia alla vicenda: secondo alcune fonti, la casa avrebbe ospitato anche Raymond Chandler negli anni Quaranta.


La raccolta fondi e il sostegno dei fan

La campagna è gestita da Liya-Joelle Jones, amica personale e membro del team di Rourke. «Mickey sta attraversando un periodo molto difficile e urgente», si legge nella descrizione, che sottolinea l’obiettivo di garantire all’attore «stabilità e tranquillità in questo momento stressante».

Jones ha dichiarato a The Hollywood Reporter: «Vedere quante persone si sono mobilitate per aiutarlo è stato davvero commovente». In poche ore, la notizia ha fatto il giro dei social, dividendo l’opinione pubblica tra solidarietà e perplessità.


Una carriera segnata da cadute e rinascite

Mickey Rourke è stato uno degli attori più magnetici degli anni Ottanta, protagonista di pellicole diventate culto come Angel Heart e Il Papa del Greenwich Village. Poi, la disillusione verso l’industria cinematografica e la scelta di dedicarsi alla boxe professionistica, che gli causò gravi lesioni al volto e compromise la carriera.

Per anni Rourke è rimasto ai margini, tra film low-budget e ruoli minori, fino alla clamorosa rinascita del 2008 con The Wrestler di Darren Aronofsky. Quella performance gli valse un Golden Globe e una nomination agli Oscar, trasformandolo in simbolo di resilienza artistica.


Un’icona fragile nell’era dei social

Oggi Rourke continua a lavorare, soprattutto in film di genere, ma la sua vicenda racconta anche il lato fragile del mito hollywoodiano. La richiesta di aiuto pubblico segna un passaggio simbolico: una star che si affida al crowdfunding, strumento tipico dell’era digitale, per evitare di perdere la propria casa.

Un gesto che parla non solo di difficoltà economiche, ma anche del mutamento profondo del sistema dello spettacolo e delle sue icone.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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